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Conservazione / Capriolo italico

Capreolus capreolus italicus

Dimensioni:
altezza garrese 65-75 cm;

Lunghezza:
95-125 cm;

Peso:
18-35 Kg;

Recenti lavori di carattere genetico sembrano confermare che debbano essere attribuiti a C. c. capreolus. i piccoli nuclei presenti nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano (Lazio), nel Gargano (Puglia), nei Monti di Orsomarso (Calabria) e nella zona meridionale della Maremma (Toscana) rappresentando popolazioni relitte del Capriolo un tempo presente in tutta l’Italia centromeridionale.
Qui il Capriolo italico versa in uno stato di conservazione estremamente precario e risulta prioritaria la messa in atto di azioni tese, da una parte, a salvaguardare i nuclei autoctoni residui favorendone l’espansione e, dall’altra, lo sviluppo di programmi di reintroduzione. Nel Parco Nazionale del Gargano esiste, concentrata quasi completamente nella Foresta Umbra, la popolazione più importante per questa sottospecie.

Da cosa è minacciato

Il bracconaggio e il randagismo canino sono le cause dirette della mancanza di espansione nelle altre aree idonee del Gargano e dell’aumento della popolazione. Inoltre, il sovrapascolo e la mancanza di gestione dei pascoli riducono le possibilità trofiche per la specie sia nell’attuale area di presenza che in quella potenziale.

Cosa stiamo facendo
E’ in corso una ricerca, nata con la realizzazione dell’Osservatorio Naturalistico del Parco Nazionale del Gargano da parte del Centro Studi Naturalistici, finalizzata alla conoscenza dello status e distribuzione del Capriolo italico.
Tale ricerca ha il coordinamento dell’Università di Siena (prof. S. Lovari), per definire, oltre alla situazione attuale della sottospecie sul Gargano, anche le azioni finalizzate al miglioramento ambientale.
Ogni anno vengono organizzati i censimenti per aree campione (a battute), grazie all’aiuto di volontari (studenti universitari, CFS, ricercatori, etc.).
Per partecipare volontariamente alle attività, clicca qui.
 
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