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Conservazione / Lontra eurasiatica

Sottospecie italiana: Lutra lutra

Dimensioni:
60-85 cm lunghezza corpo, 50-55 cm lunghezza coda;

Peso:
6-15 Kg;

In Italia era originariamente diffusa in tutta la penisola, ma attualmente la popolazione risulta confinata lungo i corsi d’acqua che si estendono tra Campania, Basilicata, Puglia, Molise e Calabria.
La situazione della Lontra nel nostro Paese risulta la più precaria rispetto a quella delle altre nazioni del bacino del Mediterraneo.
In Italia è legalmente protetta, e una parte dei territori frequentati dalla specie è oggi inclusa in aree protette (parchi nazionali del Cilento, del Pollino, della Val d’Agri, alcuni parchi regionali e oasi). In Puglia a seguito delle attività di ricerca del Centro Studi Naturalistici si è potuto constatare la presenza della specie solo lungo il corso del Fiume Ofanto.

Da cosa è minacciato
Bracconaggio, alterazioni ambientali come inquinamento, rettifica dell’alveo, sistemazioni idrauliche, prelievi idrici e di materiali dal fiume, incendi e distruzioni della vegetazione ripariale sono le cause del declino e scomparsa della specie.

Cosa stiamo facendo
Sono state effettuate ricerche sullo status della specie a livello regionale e provinciale, ed attualmente è in corso un Progetto Lontra-Ofanto per la conservazione di questa specie lungo il corso del Fiume Ofanto.
Questo progetto, nato come unico grande intervento per la conservazione della specie e del suo habitat nel bacino dell'Ofanto, è stato suddiviso in fase di progettazione di massima, su indicazione della Regione Puglia, in due distinti progetti su base geografica.
Sono nati così i “due” progetti lontra: uno riguardante il “ tratto medio-alto dell'Ofanto ” con beneficiario la Comunità Montana dei Monti dauni meridionali e l'altro che riguarda il “ tratto medio-basso dell'Ofanto ” con beneficiari i comuni di Barletta (capofila), Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia.
Per quanto riguarda gli obiettivi, le azioni di conservazione previste da entrambi gli interventi finanziati dalla Regione Puglia su fondi POR, riguardano l'acquisizione di conoscenze di base sulla specie nel bacino dell'Ofanto (monitoraggio), l'attuazione di un programma di sensibilizzazione sugli ecosistemi fluviali e sulla lontra (divulgazione) e, infine, la messa in opera di interventi pilota di riqualificazione e ripristino di habitat per la specie (miglioramenti ambientali).

Il Progetto e i SIC

Il fiume Ofanto riveste grande interesse per sua fondamentale funzione di corridoio ecologico. Tale elemento della rete ecologica è difatti importante non solo per la conservazione della lontra, ma anche per tutte le altre specie appartenenti a questo ecosistema come altri Mammiferi, Uccelli, Rettili, Anfibi, Pesci, Invertebrati, etc.. A questo proposito e per la presenza di habitat e specie di interesse comunitario anche prioritarie la valle dell'Ofanto è stata designata quale Sito di Importanza Comunitaria (SIC) nell'ambito della Rete Natura 2000 dell'Unione europea.
Una pianificazione faunistica del SIC, anche in relazione agli altri SIC del tratto medio-alto sia pugliesi che lucani e campani, è quindi necessaria. L'obiettivo è di favorire lo scambio tra individui delle popolazioni dell'alto e medio corso del fiume con gli individui dei nuclei che frequentano la zona a valle dell'Ofanto, favorendo la diversità genetica e quindi la conservazione della specie e del suo habitat.

Il Progetto e il Parco Regionale della Valle dell'Ofanto

In qualità di coordinamento dei progetti per il Centro Studi Naturalistici Onlus siamo stati parte attiva nel percorso istituzionale (conferenze di servizi), che ha portato all'istituzione del Parco Naturale Regionale della Valle dell'Ofanto. Tale impegno è stato caratterizzato non solo da interventi specifici nel corso delle conferenze, ma anche da documenti tecnici consegnati all'autorità impegnata nell'iter istitutivo (Ufficio Parchi della Regione Puglia).

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