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Gli ambienti di Capitanata / l'ambiente fluviale e i boschi ripariali e planiziali

Compresa tra il Torrente Saccione e i fiumi Fortore e Ofanto, la Capitanata è certamente la provincia pugliese con il maggiore
sviluppo idrografico: fiumi e torrenti con i loro affluenti, il lago Pescara e numerosi invasi artificiali lungo i corsi d’acqua costituiscono insieme un complesso sistema che, tra le altre funzioni, alimenta le zone umide costiere. Tutti questi ambienti un tempo caratterizzati da estesi boschi ripariali e planiziali sono oggi in gran parte compromessi. Tuttavia conservano ancora una potenziale e, in alcuni casi, reale funzione di rete ecologica per la connessione tra gli habitat della fascia preappenninica, del Tavoliere, del Gargano e della fascia costiera.
I boschi ripariali sono costituiti da fasce vegetazionali che variano in composizione di specie procedendo dal corso d’acqua verso l’entroterra. In particolare si osserva a volte una fascia di canneto e/o tifeto, poi una fascia arbustiva a salici alla quale segue il bosco vero e proprio costituito da pioppi, frassini, salici, olmi, ontani con un ricco sottobosco a sambuco, frangola, ligustro, biancospino, berretta da prete e un abbondante strato erbaceo con farfaraccio, ortica, etc.
Procedendo ancora si trova il bosco planiziale che vegeta ad una certa distanza dal corso d’acqua ma sempre in presenza di falde superficiali. Queste formazioni sono certamente le più rare foreste presenti in Europa proprio perché le pianure sono state gli ambienti più agevolmente trasformati dall’uomo nell’ultimo millennio. In provincia di Foggia abbiamo la fortuna di conservare alcuni piccoli esempi di questo ambiente rarissimo che in Italia ha il più importante esempio nel Bosco della Mesola.
Tra questi vi sono il Bosco di Dragonara sul Fortore, quello dell’Incoronata e alcuni tratti dell’alto corso del Cervaro, qualche lembo sull’Ofanto. In queste selve vegetano rare farnie, roverelle, frassini, aceri, olmi e carpini.
A causa del notevole sviluppo in lunghezza di questi habitat e dei loro frequenti contatti con altri habitat, la fauna che vive in questi ambienti è molto ricca e comprende sia specie strettamente legate all’ambiente acquatico che specie forestali o di ambienti aperti. Scomparsi i cervi e i caprioli, l’unico ungulato presente è il cinghiale; tra gli altri mammiferi che abitano gli ecosistemi fluviali e i boschi ad essi collegati vi è innanzitutto la lontra, il più raro mustelide italiano, che ha la propria roccaforte proprio nei fiumi dell’Italia meridionale tra cui l’Ofanto e, forse, il Fortore.
Altre specie importanti sono la puzzola e le diverse specie di chirotteri.
L’avifauna è caratterizzata dalla presenza di picchi, nibbi, martin pescatori, gruccioni e moltissime specie di piccoli passeriformi.
Anfibi e pesci sono certamente tra i Vertebrati più tipici a rappresentare gli ambienti acquatici.

Principali minacce
Gli ambienti fluviali e i boschi che li accompagnano sono certamente tra gli ambienti più minacciati in Italia. Usati per lo scarico di liquami, discarica di rifiuti, scavo di materiali per l’edilizia, prelievo di acqua abusivo, artificializzazione dell’alveo e delle sponde, trasformazioni agricole, sono in grave pericolo di conservazione.
 
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