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Pro - Natura

Appello al Governo per la scadenza del 31 luglio

14 luglio 2007

Da oltre venti anni la Valutazione di Impatto Ambientale, che in altri paesi è ormai un
consolidato strumento di supporto al processo decisionale inerente la realizzazione di progetti
pubblici e privati, è disciplinata in Italia da una normativa disposta in via 'transitoria' nell´ormai
lontano 1986, mentre la valutazione di piani e programmi (VAS) non è ancora stata recepita
nell´ordinamento nazionale, determinandosi così l´ennesimo caso di inadempimento nei
confronti dell´Unione Europea.
Il prossimo 31 luglio rischiano di entrare in vigore le norme contenute nel titolo II del decreto
legislativo 152, rapidamente approvato nell´ultimo scorcio della scorsa legislatura (3 aprile
2006), il cui oggetto e´ l´insieme VIA-VAS-IPPC, ovvero Valutazione di Impatto Ambientale,
Valutazione Ambientale Stretegica ed Autorizzazione Ambientale Integrata. Se il Governo e il
Parlamento non troveranno una tempestiva soluzione, dunque, i dodici mesi di proroga
dell´entrata in vigore del nuovo testo decisi in due riprese per riscrivere in forma meno
contraddittoria questa fondamentale sezione del corpus normativo ambientale saranno
trascorsi inutilmente. Le conseguenze dell´entrata in vigore di tale norma così come formulata,
a giudizio di numerosi esperti e giuristi, sono potenzialmente devastanti, ancorché non ancora
del tutto prevedibili: incertezza normativa, contenzioso fra Stato e Regioni, potenziale paralisi
delle strutture deputate alla valutazione a livello statale, numerosi ed importanti passi della
normativa in palese contrasto con le direttive europee sono solo alcuni fra i principali fattori di
criticità che l´entrata in vigore del titolo II potrà determinare.
La materia VIA-VAS-IPPC richiede sicuramente un riordino, ma nella formulazione che e´ stata
sospesa più che un riordino si avrebbero devastanti effetti amministrativi, tra cui:
- un blocco delle assegnazioni delle nuove procedure di VIA: non esistendo più elenchi
separati tra opere di competenza nazionale e regionale, l´attribuzione (art. 35) sarebbe
subordinata a criteri ancora da precisare, complessi sia sul piano tecnico e dei soggetti
applicatori (chi stabilirà a priori se un´opera potrà avere impatti rilevanti su più regioni?),
nonchè ad alto rischio di contestazione;
- uno stravolgimento ed un blocco delle pianificazioni, anche di livello regionale sub-regionale;
l´art. 12 (comma 2) prevede che, in assenza di apposite norme regionali non ancora esistenti,
il Consiglio dei Ministri svolga un esercizio sostitutivo entro 60 giorni per l´espressione di un
Giudizio di Compatibilità; se il Consiglio dei Ministri non ne avrà avuto il tempo, scatterà
automaticamente un Giudizio negativo.
I firmatari del presente appello segnalano al Governo ed al Parlamento l´improcrastinabilità e
l´urgenza di un intervento risolutivo. Una normativa inapplicabile ed ambigua in questo settore
avrebbe conseguenze gravissime per tutti i soggetti a diverso titolo coinvolti nei processi
decisionali. Non e´ così che si risolvono i problemi ancora aperti della natura e del ruolo delle
procedure di valutazione ambientale all´interno dei processi decisionali: al posto di una
maggiore efficienza (anche temporale) ed efficacia, nell´incertezza e nella farraginosità delle
nuove norme finirebbero per arenarsi tutti i progetti, con effetti allo stato solo difficilmente
preventivabili. Evidentemente, esecutivo e legislativo non si sono resi conto della potenziale
gravità del problema.
13 luglio 2007
AAA (Associazione Analisti Ambientali)
AIAPP (Associazione Italiana per la Progettazione del Paesaggio)
AIN (Associazione Italiana Naturalisti)
AIP (Associazione Italiana di Pedologia)
AIPIN (Associazione Italiana per l´Ingegneria naturalistica)
INU (Istituto Nazionale di Urbanistica)
SIEP (Società Italiana di Ecologia del Paesaggio)
SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale).
CATAP (Coordinamento delle Associazioni Tecnico-scientifiche per l´Ambiente ed il
Paesaggio)

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