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Pro - Natura

Fitodepurazione con i girasoli in Alta Murgia

24 luglio 2007

BARI
Saranno i girasoli a bonificare le aree inquinate dell´Alta Murgia. E´ stata firmata ieri nella sede della Presidenza della giunta regionale a Bari la convenzione tra l´Ente, il Centro nazionale delle ricerche (professor Vito Uricchio), l´Università di Bari (magnifico rettore Corrado Petrocelli) e l´Arpa Puglia (professor Giorgio Assennato) per la bonifica dei suoli inquinati nel 2003 tra Gravina e Altamura, nel barese, a seguito dello sversamento di fanghi di depurazione e di materiale da compostaggio formato da materiali eterogenei come residui di metalli pesanti e rifiuti ospedalieri.

«C´è stato un giusto allarme
- ha spiegato l´assessore all´Ecologia Michele Losappio - sia da parte dei Comuni che dei cittadini, cui è seguita un´inchiesta della Magistratura e il sequestro dei suoli. Abbiamo cominciato a chiederci come disinquinare e ripristinare, dopo che l´Arpa ha svolto complesse indagini per la caratterizzazione e la definizione dei livelli di inquinamento». I siti di Gravina e Altamura, in contrada 'Finocchio' e 'Cervoni'. sorgono in aree delicate dal punto di vista ambientale, dove trasportare camion e mezzi da cantiere per ´scortecciarè il terreno e asportare le parti inquinate sarebbe stato insopportabile dal punto di vista economico e organizzativo.

«Così - ha concluso Losappio - ci siamo orientati verso tecnologie innovative attraverso i suggerimenti della ricerca scientifica. Ci sono a disposizione 415 mila euro per forme di bonifica 'in situ'». L´ingegner Antonello Antonicelli, dirigente del settore Rifiuti e Bonifiche dell´assessorato all´Ecologia, ha spiegato che si lavorerà sul sito «tramite la fitodepurazione», una sorta di 'aspiramento' degli inquinanti in alcune specie vegetali messe a dimora sui terreni contaminati.«I primi studi infatti - ha proseguito Antonicelli - assicurano che non c´è trasferimento dei metalli pesanti nelle biomasse, ovvero i metalli nel suolo non si trasferiscono nelle coltivazioni».

Resta l´inquinamento organico che «sarà assorbito - ha concluso Antonicelli - da colture anche autoctone come i girasoli che una volta assorbiti gli inquinanti, saranno avviati a corretto smaltimento. Entro la fine dell´anno sarà infine convocata una conferenza di servizi per la verifica delle attività».

Fonte: La Stampa

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