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Pro - Natura

Tragedia ambientale sul Gargano: fiamme e morte a Peschici

24 luglio 2007

Un incendio di imponenti proporzioni è in corso dalla mattinata di ieri e ha interessato la città di Peschici e i territori di Vieste e Vico del Gargano. L´incendio, di origine dolosa, sembra essere partito da un campo di ulivi alla periferia della cittadina garganica e ha subito interessato un deposito di bombole del gas innescando una serie di esplosioni a catena.

Il fronte del fuoco si è propagato sulle colline giungendo fino al mare e investendo i campeggi e gli alberghi situati sulla litoranea, distruggendo alberi, strutture, auto e camper.
Scene di panico e terrore tra i villeggianti che hanno trovato rifugio in acqua in attesa dei soccorsi che, a quanto pare, non sono stati tempestivi.
Il bilancio attuale parla di 2 vittime, una coppia di anziani ottantenni morti carbonizzati nella loro auto; fonti non ufficiali parlano anche di due bagnanti deceduti per asfissia, ma la notizia non è stata ancora confermata.
Oltre 400 persone sono state medicate per ustioni, asfissia, attacchi di panico e di abbandono, migliaia gli sfollati trasferiti in centri di accoglienza allestiti a Vieste e Manfredonia, numerosi i nuclei familiari divisi.
La zona è accessibile esclusivamente dal mare, da cui sono giunti i primi soccorsi da parte di navi e gommoni privati, supportate dai mezzi della Capitaneria di porto, Guardia di Finanza e Carabinieri.
Sul posto sono giunti mezzi dei Vigili del Fuoco da Foggia, San Severo e Potenza, allertato anche l´Esercito.
È una tragedia ambientale senza precedenti quella che ha colpito il Gargano: la macchina dei soccorsi si è dimostrata inadeguata e a farne le spese sono stati i turisti, la gente del posto e tutto il territorio. Mancano i mezzi e le strutture: gli unici ospedali del Gargano sono quelli di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis, che devono servire una popolazione che di estate raddoppia. Mancano aerei ed elicotteri, autobotti e mezzi di pronto intervento contro gli incendi. Non esiste un piano di soccorso di protezione civile, ognuno si arrangia come può.
L´economia della zona ha subito un duro colpo e difficilmente riuscirà a riprendersi in breve tempo, anche perché il danno è soprattutto d´immagine: il sistema Gargano non funziona ed è pericoloso. Numerose sono state le disdette in alberghi e campeggi anche di zone non interessate dall´incendio; molti turisti sono ripartiti anticipatamente.
Un disastro che si doveva e poteva evitare se solo, in questi anni, fosse stato dato ascolto alle voci di chi da sempre chiede maggior tutela e vigilanza del territorio garganico.
La tragedia ambientale è sotto gli occhi di tutti: migliaia di ettari distrutti, animali morti, l´equilibrio biologico del territorio stravolto.
Oggi, abbiamo perso tutti un pezzo della nostra identità. Mi sento indignato e arrabbiato perché impotente di fronte a quello che è successo. Una parte di me è bruciata in quel rogo.
fonte Garganopress di Giorgio Ventricelli

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