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Pro - Natura

A proposito dell´incendio di Bosco Isola - Lesina

29 luglio 2007

Riportiamo le considerazioni del Dott. Antonio Trombetta, già Sindaco di Lesina per due mandati, attualmente responsabile ambiente dei DS della Provincia di Foggia


LŽincendio sul Bosco Isola ha danneggiato alcuni dei lidi, ha bruciato una parte importante del nostro patrimonio boschivo, ha definitivamente distrutto le opere realizzate per valorizzare e tutelare quella zona ed ha dato un colpo allŽimmagine turistica di Marina di Lesina. In presenza di un evento catastrofico di questa portata esprimo solidarietà agli operatori che hanno vissuto un momento drammatico le cui conseguenze effettive si vedranno nel prosieguo di questa stagione ed in quelle successive. Mi sembra però doveroso trarre da quello che è successo una lezione e invitare a compiere scelte operative conseguenti. EŽ vero: lŽautocombustione è un fenomeno raro e dietro incendi di questa portata vi è lŽazione perversa e delinquenziale di uomini spinti da diversi interessi ( speculazione edilizia, esigenze occupazionali, atti intimidatori, persino patologie mentali ). Sappiamo anche che prendere chi compie questi delitti è molto difficile ed anche per questo si è cercato di contrastare negli anni tali comportamenti rendendo irraggiungibili gli obiettivi scatenanti. La legge vieta le variazioni dŽuso dei suoli interessati da un incendio ed il loro uso a pascolo ed anche le politiche di forestazione sono state ridotte e modificate. Ma è anche vero che sul territorio è mancata una politica di gestione di questo importante patrimonio boschivo e sono mancate scelte distintive soprattutto per lŽutilizzo di quelle aree inserite allŽinterno del Parco Nazionale del Gargano. LŽassenza di politiche gestionali del territorio ha reso sempre più lŽarea di ingresso al Bosco Isola una trappola infernale. Nelle domeniche della stagione estiva si riversano nei lidi della zona oltre 5.000 persone provenienti dai paesi limitrofi, con un carico di 1.500 auto. Tutta lŽarea ha un solo ingresso, in quanto uno dei ponti di attraversamento del canale Acquarotta è inagibile e lŽaltra uscita è stata abusivamente chiusa da una recinzione nellŽindifferenza di tutte le autorità. Se unŽincendio di quelle dimensioni si fosse sviluppato di domenica mattina avrebbe trasformato questa parte di Bosco Isola in un imbuto di fuoco le cui conseguenze non oso immaginare.
Voglio dire che i drammi sono quasi sempre annunciati, qualche volta si portano dietro lŽindifferenza ma altre lŽirresponsabilità di chi dovrebbe compiere scelte conseguenti per garantire lŽincolumità pubblica.Durante il mio mandato di Sindaco, dopo che si svilupparono alcuni incendi nellŽarea, adottai unŽordinanza che vietava il parcheggio non organizzato sul Bosco Isola e soprattutto negli spartifuoco, che per quanto erano intasati di auto avevano perso ogni funzione; assegnai ad una cooperativa la gestione dei punti fuoco e delle aree da pic-nic nella pineta maggiormente frequentata; istituii, in collaborazione con il Parco Nazionale del Gargano, un servizio antincendio dei vigili urbani il cui organico veniva raddoppiato nel periodo estivo. Erano i primi passi, molto contestati dagli operatori e dai turisti, per affermare un modello di gestione del territorio diverso, con cui non si voleva vietare la fruizione dellŽarea ma semplicemente regolamentarla e presidiarla. Questo processo,che avrebbe dato ottimi risultati nel corso degli anni se accompagnato da azioni informative e repressive, è stato interrotto. Le aree da pic nic non sono gestite ed il parco giochi è diventato un pericolo pubblico ( a dire il vero sembra che il fuoco le abbia ormai completamente distrutte) sui lidi si è tornati a parcheggiare tra sterpaglie secche o nelle stesse pinete e negli spartifuoco. EŽ completamente scomparsa la vigilanza estiva ed il presidio che veniva garantito dalla cooperativa che gestiva alcuni dei servizi presenti nellŽarea. In breve si è tornati ad una anarchica presenza dellŽuomo in aree delicate che prima ancora di danneggiare lŽambiente mettono a rischio la stessa vita delle persone. Se si è coscienti che poteva succedere di peggio occorre mettersi subito al lavoro per mettere in sicurezza quellŽarea. Che cosa occorre fare. Da subito consentire la sosta delle auto solo nelle aree appositamente attrezzate; mettere in sicurezza le aree parcheggio; fare riaprire urgentemente la via di comunicazione tra i due ponti che attraversano il Canale Acquarotta. Nel breve termine realizzare le infrastrutture necessarie alla fruizione turistica dellŽarea avendo cura di preservare la parte vegetazionale ancora intatta ( parcheggi allŽesterno dellŽarea, piste ciclabili di collegamento tra i lidi, dislocazione di idranti a partire nella zona a maggior rischio per gli uomini ). Nel lungo termine lavorare per lŽaffermazione di una nuova cultura nella fruizione dellŽarea protetta che ne definisca la capacità di carico ed un modello gestionale sostenibile

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