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Pro - Natura

Piano dei Limiti, un´altra assurdità per spendere danaro pubblico

29 luglio 2007

Dopo i proclami di questi giorni, in una situazione di drammatica emergenza, dagli incendi alla scarsità di acqua, dalle discariche alla criminalità sempre più diffusa, Pro Natura Capitanata sente la necessità di intervenire in un dibattito che ormai è scottante e riguarda non solo la gestione territoriale, ma i programmi per un effettivo sviluppo della nostra Capitanata.
L´ipotesi della diga di Piano dei Limiti è un´assurdità madornale che, se messa in atto, sarà ancora una volta la riprova dello sperpero di danaro pubblico che affligge la nostra terra, senza risultati e con l´aggravante di non chiare, ma sicuramente presenti, infiltrazioni di imprese e personaggi in odore di illegalità.
Queste parole che suonano premonitrici non sono altro che la constatazione del proseguimento di politiche di sviluppo che hanno dimostrato, in oltre 50 anni di gestione territoriale, un fallimento generale degli obiettivi ipotizzati.
Nell´era della globalizzazione, con una crisi sempre più grave del settore agricolo, con politiche comunitarie tese ormai esclusivamente al ripristino ambientale e alle produzioni tipiche di qualità, l´idea dell´invaso di Piano dei Limiti sembra veramente antiquata.
Ma partiamo per gradi e per semplici ragionamenti inoppugnabili.
Se l´annata è piovosa l´invaso di Occhito può riempirsi quasi totalmente (ricordiamo solo a noi stessi che, dall´inaugurazione di Occhito ad oggi, solo una volta è stato possibile riempire completamente quest´invaso, e quindi collaudarlo), e quando è pieno non sono mai esistiti problemi di approvvigionamento idrico, anzi il surplus di acqua nel 2005 ha portato alla distruzioni di migliaia di tonnellate di pomodori dal prezzo stracciato che non conveniva neanche raccogliere, e quindi tutta l´acqua utilizzata per l´irrigazione è stata semplicemente buttata via.
Se l´annata non è piovosa l´invaso di Occhito non si riesce a riempire, a volte si riesce a riempire solo per un terzo della sua capacità. Come si può pretendere di riempire in tali condizioni un secondo invaso???
Questi semplici ragionamenti possono continuare ancora.
Se si costruirà l´invaso di Piano dei Limiti, non sarà possibile mantenere il deflusso minimo vitale per l´asta idrica del Fortore, tenuto conto che per riempire la seconda diga non si potrà far scorrere l´acqua a valle (cosa che peraltro avviene già oggi, illegalmente, con la sola diga di Occhito). I sostenitori della diga di Piano dei Limiti forse dimenticano che l´apporto idrico dell´asta idrica a valle di una diga consente un rimpinguamento della falda sotterranea lungo tutto il territorio compreso dal Fiume, e quindi per decine e decine di chilometri a valle (in questo caso da Occhito a Lesina), e dimenticano ancora che con la costruzione della diga di Occhito e la mancanza di apporto di sedimenti del fiume a valle, in 50 anni circa, la costa fra Marina di Chieuti e Lesina è arretrata fino anche di 20 - 30 metri (vedi le adiacenze della Foce del Fortore) e tale processo è lungi dall´essere eliminato (ma sicuramente per organizzare frangiflutti a mare per difendere le coste è facile prevedere altri appalti in una spirale senza fine di sperpero di danaro pubblico).
Potremmo continuare all´infinito con semplici e inoppugnabili ragionamenti sulla inutilità di quest´opera, dalla distruzione di un sito appartenente alla Rete Natura 2000 che la Comunità Europea ha designato e per il quale non tarderebbe ad arrivare una costosa multa da procedura d´infrazione, alla pericolosità dell´opera da costruire su terreni ad alto rischio idrogeologico (non dimentichiamo che i paesi che insistono con il loro territorio nel comprensorio della diga di Occhito stanno tutti su frane enormi che rischiano di cancellarli da un giorno all´altro, è il caso Celenza o Carlantino), ma ci fermiamo qui, elencando le azioni che andrebbero realizzate in alternativa alla costruzione di questa diga, e che consentirebbero non solo il ripristino ambientale, ma anche la gestione del territorio e delle sue acque in grado di dare una speranza al futuro della Capitanata e alle giovani generazioni in nome del vero sviluppo, quello sostenibile.

a) Consentire il mimino deflusso vitale del Fiume Fortore (si otterrebbe il risultato di avere sempre le falde al massimo della loro capacità).

b) Rinaturalizzare il corso del Fiume Fortore, oggi ridotto ad un fosso stretto da agricoltura di quantità e argini artificiali, evitando le piene improvvise e distruttive come quelle dello scorso anno.

c) Realizzare almeno una decina di casse di espansione lungo il medio e basso corso del Fiume Fortore con una spesa molto più esigua di quella della diga di Piano dei Limiti, con il risultato di conservare l´acqua, creare delle zone umide importantissime per flora e fauna ed evitare anche in questo caso le piene distruttive del fiume.

d) Per ultimo, una gestione conservativa della diga di Occhito con la salvaguardia del bosco planiziale costituitosi e l´eventuale asporto di sedimento nella parte mediana dell´invaso, con il duplice scopo di aumentare la capacità dell´invaso e utilizzare a fini costruttivi i sedimenti asportati, eliminando per sempre l´annoso problema delle innumerevoli, quanto distruttive, cave di inerti lungo il corso del fiume.

Concludiamo chiedendo un incontro con i vertici degli enti territoriali interessati e con il Ministero dell´Ambiente al fine di organizzare un piano alternativo a queste inutili, costose, antiquate e dannose opere.
Sapremo dimostrarvi che, spendendo bene e di meno i soldi pubblici, si potrà raggiungere un equilibrio ambientale e preservare il futuro delle più preziose risorse del nostro territorio.

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