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Pro - Natura

Ue: meno gas serra, ma Kyoto è lontano

6 settembre 2007

ROMA
Nel 2005 le emissioni di gas serra nell´Europa dei 15 sono diminuite del 2% rispetto al 1990. Più marcato il calo nei 27 paesi che formano oggi l´Unione Europea, con una riduzione delle emissioni del 7,9%. Sono i dati dell´inventario europeo dei gas serra, elaborato dall´Agenzia Europea per l´Ambiente (Aea), che nelle sue conclusioni spiega che a contribuire alla lotta ai gas-serra è stata in particolare la svolta produttiva ed energetica di Germania e Gran Bretagna e anche la minore necessità di riscaldamento nei paesi nordici, frutto del cambiamento climatico già in corso.

L´inventario costituirà una base di analisi per le soluzioni che verranno fuori dalla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, promossa dal ministero dell´Ambiente e organizzata da Apat per il 12 e 13 settembre a Roma. Secondo il rapporto i gas serra sono diminuiti troppo poco rispetto al target posto dal Protocollo di Kyoto: «nel 2005 - spiega il coordinatore della Conferenza sul clima, Vincenzo Ferrara - le emissioni avrebbero dovuto calare non del 2%, ma del 6%».

Quindi se il trend si mantiene così come viene descritto dal rapporto dell´Agenzia Europea per l´Ambiente, al 2010 - a metà del periodo di verifica del protocollo di Kyoto (2008-2012) - il taglio delle emissioni non supererà il 2,7% rispetto ai livelli del 1990. Ben lontano dall´obiettivo dichiarato dell´8% in meno.

L´Italia è, nel rapporto Aea (che si ferma al 2005), al di sotto della performance europea. Secondo la Agenzia europea per l´ambiente, al 2005 le emissioni sono cresciute del 12,1%, mentre l´obiettivo nazionale era la riduzione del 6,5% dei gas nocivi rispetto al 1990. Le stime dell´Apat per il 2006 riportano una inversione di tendenza per il nostro paese, con una diminuzione dell´1,5%, paragonabile a quella registrata a livello europeo.

«Resta una lunga strada da fare: il target di Kyoto è ancora lontano non solo per l´Italia ma per tutta l´Europa, il continente che comunque si sta facendo maggiormente carico a livello politico delle politiche di cambiamento avendo assunto obiettivi ambiziosi in tema di tagli di Co2», commenta il ministro dell´Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. «Dalla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici uscirà un quadro di soluzioni sulle azioni di adattamento attivo al clima cambiato. Il governo del territorio - conclude il ministro - si fa pensando al presente già in termini di futuro prossimo: la difesa del suolo, la programmazione delle fonti energetiche, l´urbanistica, la gestione della spesa sanitaria, il turismo stanno già facendo i conti con un cielo che è cambiato sulle nostre teste».

Il rapporto dell´Agenzia europea spiega che la diminuzione delle emissioni nella Unione europea è dovuta specialmente al minor contributo di Co2 dalla produzione elettrica e dal riscaldamento per usi domestici (-0,9) soprattutto in Finlandia e Germania; alle minori emissioni del settore abitativo (-1,7) in Germania, Gran Bretagna e Olanda; al calo nei trasporti su strada (-0,8). Meno protossido di azoto, altro gas serra, esce dal settore agricolo (soprattutto in Spagna, Italia e Germania); il contributo del metano sta diminuendo, soprattutto dalle discariche tedesche, olandesi e britanniche (-2,7), così come dalle miniere francesi e di nuovo britanniche, in via di dismissione (-17,4).

Fonte: La Stampa

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