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Pro - Natura

Mar nero: già uccisi dal petrolio 30mila uccelli

14 novembre 2007

Già uccisi dal petrolio svassi, cormorani e folaghe.
50mila uccelli migratori utilizzano l´area per la migrazione.
A rischio aquila di mare e pellicano riccio.


La tempesta della notte del 10 novembre nello stretto di Kerch (che divide Mar di Azov dal Mar Nero) hanno causato gravi danni a numerose navi in transito: una di esse si è spezzata in due causando lo spargimento in mare di 2mila tonnellate di petrolio, mentre altre tre inabissate con carichi potenzialmente pericolosi come lo zolfo. Dodici in totale le navi colpite dalle onde.
Migliaia di uccelli e pesci sono stati uccisi in questi giorni dal petrolio nel Mar Nero dopo il disastro causato dall´affondamento di quattro navi lo scorso 11 novembre. Cinquanta i chilometri di costa russa già intaccati. Almeno 30mila gli uccelli uccisi, fra cui cormorani, folaghe e svassi (Svasso maggiore e piccolo), migliaia i volatili ricoperti di petrolio e che con tutta probabilità moriranno nei prossimi giorni.
Il petrolio ha colpito due Aree importanti per gli uccelli (IBA - Important Bird Areas) che ospitano uccelli in migrazione o che svernano in questa zona: la Kiziltash Bay e la Tamanski and Dinskiy Bays, frequentate da 50mila uccelli migratori fra cui il Pellicano riccio, una specie classificata dall´IUCN il Lista Rossa come “Vulnerabile”, e l´Aquila di mare.

14 novembre 2007

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