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Pro - Natura

Caccia, le associazioni: gravi inesattezze dal presidente Fini.

8 dicembre 2007

Si pensi piuttosto al bracconaggio e alle procedure di infrazione
Non possiamo che far notare almeno alcune delle gravi inesattezze tecniche, scientifiche e giuridiche contenute nell´intervista al Presidente Gianfranco Fini sulla questione caccia in Italia”.

E´ quanto affermano Animalisti Italiani, ENPA, Legambiente e LIPU in una nota congiunta in risposta alle dichiarazioni del Presidente di Alleanza nazionale apparse su una rivista venatoria e ripresa oggi dalle agenzie.

“L´Italia ha un calendario venatorio di ben 5 mesi, che va dall´inizio di Settembre, con le preaperture della caccia, fino alla fine di gennaio. Inoltre, in Italia si cacciano tutte le specie consentite dalla Direttiva europea (ad eccezione delle oche), per un totale di 46. Ciò fa dell´Italia il secondo o terzo Paese in Europa per numero di specie cacciabili e, in generale, permissività delle regole a favore dell´attività venatoria”.

“Senza considerare i gravi problemi di infrazione che in tal senso vive il nostro Paese e che ha portato l´Unione europea ad attivare contro l´Italia pesanti procedure, per “troppa caccia” o per “cattiva caccia”. L´ultima delle quali, è bene ricordarlo, è articolata in quasi 70 contestazioni e ha visto come destinatario proprio il Presidente Fini, nella primavera del 2006, in quanto Ministro degli Esteri. Una procedura che non senza fatica l´attuale Governo sta cercando di risolvere positivamente, evitando agli italiani multe da milioni e milioni di euro”.

“Tuttavia le dichiarazioni di Fini non manifestano soltanto una disattenzione tecnica ma anche una notevole inopportunità politica e culturale, tenuto conto del fatto che solo due anni fa, con il passato Governo, il tentativo condotto dall´allora maggioranza di modificare e snaturare la legge quadro sulla caccia è totalmente naufragato per manifesta infondatezza scientifica e giuridica e per l´opposizione della stragrande maggioranza degli italiani. Riproporre quella strada significa dunque sbandierare un´illusione e scivolare nella mera propaganda, piuttosto che affrontare il problema caccia per i versi giusti, tra cui una seria lotta al bracconaggio, una maggiore conoscenza dei processi, una corrispondenza del nostro Paese alle regole, alle convenzioni e agli obiettivi internazionali”.

“Per tutte queste ragioni – concludono le associazioni - ci riserviamo qualche dubbio che le cose dette dal Presidente Fini siano realmente quelle che il Presidente Fini pensa. E, nel caso tale dubbio sia fondato, ci permettiamo allora di consigliare, al Presidente Fini, una maggiore attenzione ai cattivi consiglieri e agli informatori poco informati ma molto interessati”.

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