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Pro - Natura

Il gorilla nell´armadio

17 dicembre 2007

Come i nostri mobili e parquet contribuiscono ad uccidere gli ultimi scimpanzè e gorilla
Il CSN onlus rilancia questo appello anche perchè abbiamo scoperto che vi sono ditte pugliesi coinvolte nel commercio/distruzione delle foreste tropicali.
Nelle prossime settimane denunceremo pubblicamente le ditte coinvolte.

L´Africa è ricchissima di materie prime e di risorse naturali pregiate, come coltan, oro, diamanti, petrolio, metalli e minerali, uranio.

Uno dei minerali elettroconduttori più potenti ed indispensabili per la tecnologia (telefonini, computer e play station), il coltan, proviene proprio dalle foreste centrafricane (in particolare del Congo)

I Paesi del continente che si trovano nella fascia equatoriale-tropicale e che sono ancora ricchi di foresta, assicurano alle proprie popolazioni acqua e cibo, grazie ad una natura rigogliosa ed a fiumi e corsi d´acqua generosi. Un equilibrio naturale che lo sfruttamento intensivo e la deforestazione, compiuti per lo più da compagnie dei Paesi ricchi o emergenti come la Cina, sta mettendo in serio pericolo.

Le popolazioni locali non beneficiano affatto e non sono per nulla coinvolte nei benefici economici e commerciali derivanti dal taglio delle foreste.


Foreste in pericolo

L´immenso patrimonio forestale, naturale e di biodiversità africano e del Bacino del Congo in particolare è oggi messo in pericolo dallo sfruttamento forestale intensivo che minaccia tutte le aree di foresta primaria.


Le grandi distese di foreste del Bacino del Congo e del centro Africa offrono cibo, risorse ed acqua a milioni di persone. Il taglio della foresta, priva i villaggi di risorse vitali per il futuro e rende più scarsi e inquinati i corsi d´acqua. I cantieri e le strade aperte dai forestali creano bracconaggio intensivo e commerciale che impoverisce la caccia e la pesca di sussistenza dei villaggi.


Legni che costano cari

Il commercio internazionale di legnami tropicali rappresenta il 12% del commercio globale di legno e l´80% del suo volume è diretto ai Paesi del nord del mondo.

“Solo legni da foreste sostenibili”

L´Italia ha recepito, nel gennaio 1997, l´Accordo internazionale sui legni tropicali “ITTA 1994”, che impegnava i Paesi produttori e consumatori ad elaborare, entro il 2000, “politiche di gestione forestale tali da assicurare che le esportazioni di legni tropicali non intacchino il patrimonio forestale ed ecologico dei Paesi produttori, perché provenienti da fonti gestite in maniera durevole”.


“Nei periodi in cui il commercio del legname è fiorente, nella regione dell´Ogouè (Gabon) regna costantemente la carestia, perché gli indigeni trascurano le colture, impegnati come sono ad abbattere il maggior numero possibile di alberi. Negli acquitrini e nelle foreste dove lavorano, essi vivono di cibi conservati e riso d´importazione, che acquistano coi loro guadagni”.


scriveva già nel 1921 in “Dove comincia la foresta vergine”, Albert Schweitzer


•L´immenso patrimonio forestale, naturale e di biodiversità del Gabon e del Bacino del Congo è oggi messo in pericolo dallo sfruttamento intensivo delle compagnie forestali occidentali che hanno in concessione tutte le aree di foresta primaria.


•Le grandi distese di foreste del Bacino del Congo e del Gabon offrono cibo, risorse ed acqua a milioni di persone. Il taglio della foresta, priva i villaggi di risorse vitali per il futuro. I cantieri e le strade aperte dai forestali creano bracconaggio intensivo che impoverisce la caccia e la pesca di sussistenza dei villaggi.


I legni sotto accusa.

•I legni pregiati oggetto di commercio che mettono a rischio le ultime foreste primarie pluviali sono:

Mogano, Akatio, Abura bahia, Ayous samba, Mansonia, Amazoque´ noce, Afrormosia (falso teak-pericopsis elata), Frake´, Iroko, Niangon, Padouk, Sipo, Sapelli, Doussie´ Apa, Koto´, Bibolo, Bubinga, Acajou´ Moabi, Meranti-ramino, Teak lenga, Tauari´, Cedrella, Ipe´, Ramino, Teak, Afrormosia, Okumè, Bubinga, Ramino, Red cedar, Doussiè, Aniegrè, Bangkirai, Mogano, Azobè, Kotibe, Wenguè, Beli rouge, Longus, Douka, Sapeli, Costipo, Bilinga, Azobe, Ovenkol, Iroko, Belì, Dibetu, Padouc, Niangon, Exong, Beli, Gombe, Tali, Agba, Keva, Isombe, Sipo, Bamia, Mouvingui, Ozigo, Acajou, Olam, Niove, Ebana, Acajou rouge, Agba, Moabi, Mouvingui, Gombo-gombo, Oyingoo.


Una lettera – appello disperato in difesa delle ultime foreste africane, arriva dal Gabon.



A tutte le Associazioni animaliste e ambientaliste

Allarme deforestazione in Africa centrale: è in corso un massacro di animali


Cari Amici,


lo sfruttamento forestale per approvvigionarsi di legni pregiati destinati all´Europa ed all´Occidente, prosegue sempre più intenso in Gabon e negli altri Paesi di foresta equatoriale.

Abbiamo bisogno del Vostro aiuto!


Vi chiediamo di intervenire presso i Vostri Governi e gli organi di stampa per fermare la deforestazione in atto in Gabon, Congo, Cameroun e altri Paesi africani.


I tronchi grezzi di alberi centenari e millenari partono verso i Vostri Paesi.

Questi tronchi provengono dalle nostre ultime foreste primarie pluviali ed il loro commercio sta uccidendo la natura e la biodiversità africana.

Molte compagnie forestali sono francesi, belghe, americane, italiane ed occidentali.

Le popolazioni le cui foreste sono sfruttate e devastate non sono per niente partecipi dei benefici economici di questo commercio.


Gli animali stanno scomparendo a causa del bracconaggio e della caccia commerciale resa più facile dalle mille strade aperte nella foresta dalle compagnie forestali.


Gli ultimi gorilla, scimpanzé ed elefanti cadono sotto i colpi dei fucili di cacciatori e bracconieri e la carne di questi animali viene rivenduta nei mercati cittadini.

Qui si caccia e si deforesta anche nei pochi Parchi nazionali che spesso sono privi di vigilanza.


Bisogna fermare il massacro, subito!


Come ci potete aiutare?


Voi potete promuovere campagne contro l´importazione ed il commercio dei legni pregiati delle foreste pluviali (Doussè, Beli Rouge, Ebano, Okumè, Afrormosia, Padouc, Iroko, Acajou, Isombe, Agba, Tali, Dibetou, Azobe, Exong, Kotibe etc. …).

E´ necessario fermare il traffico di tutti i legni tropicali ed equatoriali non certificati (Fsc) perché causano la distruzione degli ultimi polmoni della Terra e perché sono causa del massacro di gorilla, scimpanzé ed elefanti di foresta.

Scrivete ai Vostri Governi, alle sedi diplomatiche dei Paesi africani esportatori, comunicate il boicottaggio alle aziende di mobili, di importazione di legni tropicali, alle compagnie di trasporto, ai rivenditori di parquet, laminati e mobili in legno tropicale. Presidiate i negozi che vendono oggetti, parquet e mobili in legno tropicale.

L´Europa deve adottare severe norme per il marchio sui legni tropicali e per la gestione durevole delle foreste dei Paesi in via di sviluppo.

Mobilitatevi nei Vostri Paesi come noi ci stiamo mobilitando in Africa. Mettiamo in rete le nostre battaglie e proteste.


Una recente missione svolta da Friends of the Earth Italia in Gabon e Congo ha verificato e documentato la distruzione in corso ed il massacro di animali in via di estinzione.


Fermiamoli prima che sia troppo tardi!

Fermiamoli prima che loro fermino la vita sul nostro Pianeta!


Sul sito www.brainforest.org trovi le informazioni in inglese ed in francese utili a comprendere la gravità di quanto stiamo denunciando.


Sul sito di Gaia Onlus e Pro Africa www.gaiaitalia.it trovi, in lingua italiana, la campagna per la difesa delle foreste e dei gorilla e scimpanzé massacrati dai bracconieri. Ci sono anche le foto raccapriccianti scattate dal bravo Karl Amman e concesse a Gaia per la campagna “Difendi i Gorilla”. In home page clicca su “Difendiamo i gorilla”.


Per piacere, non lasciare cadere nel vuoto questo grido di allarme dalle ultime foreste primarie della Terra!



Marc Onà Essangui

(Presidente di Brainforest Gabon)

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