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Pro - Natura

Il Parco del Gargano esiste ancora?

29 dicembre 2007

Foggia, 28/12/07

Le ultime notizie che interessano le sorti dell´area protetta più importante della Puglia (una delle più rappresentative dell´intera Italia), evidenziano ciò che da lungo tempo, il Centro Studi Naturalistici Onlus e Pro Natura avevano predicato, era inevitabile che il Ministero dell´Ambiente ponesse attenzione sullo stato di abbandono delle risorse ambientali del Gargano, gli episodi piccoli e grandi occorsi in questi ultimi anni hanno dimostrato la incapacità, ma anche la non volontà a gestire in maniera oculata un parco nazionale.

La diminuzione di unità nel CTA (coloro che devono controllare il territorio), l´abusivismo edilizio, l´illegalità diffusa (dal bracconaggio al taglio del legname), la sostanziale assenza di gestione naturalistica, lo stato di abbandono del Centro Fauna Selvatica, evidente anche solo a vederlo (con casi di illegalità di ordine sanitario vedi la mancata adozione di misure anti influenza aviaria), gli immani incendi che hanno quasi completamente distrutto le uniche pinete italiane pure di Pino d´Aleppo, e poi la mancanza di dialogo e concertazione con le associazioni ambientaliste (come fa un´area protetta a vivere senza il confronto con la società civile, le associazioni ambientaliste, etc.), la mancata adozione del piano come strumento fondamentale per la gestione di un´area protetta, l´immondizia che ormai invade ogni angolo più remoto, i milioni di euro per progetti di conservazione della fauna da liquidare nel giro di qualche mese (è evidente che scientificamente nonchè praticamente, tali progetti non avranno alcun risultato se non quello di spendere soldi), ma l´elenco è troppo lungo per essere descritto in questa sede.

Quello che ci preme è il fatto che, sebbene attualmente il Parco del Gargano è come se non esistesse, la volontà nostra, come associazione che per prima in Italia (Pro Natura) si è occupata della conservazione della natura, sarà tesa a sperare in un nuovo Gargano, dove la natura sia al primo posto, dove non si spendano soldi per sagre (l´ultima gaffe evitata in extremis dal parco prevedeva una serata con cena a base di folaga!!!) o manifestazioni canore fini a se stesse, dove i progetti di conservazione della natura vengano realizzati limpidamente e realmente (vedi lo stato attuale dei progetti PIS sulla conservazione della Fauna a pochi mesi dal loro termine e non ancora realmente attivati e se verranno attuati comporteranno l´ennesimo sperpero di denaro pubblico, quasi 2.000.000 di euro da spendere in meno di sei mesi per ricerche scientifiche, che visto l´esiguità del tempo non saranno affatto scientifiche.

Avevamo più volte chiesto di bloccare tale sperpero è convertilo in azioni di maggiore utilità come l´acquisto di terreni in modo da esercitare una vera azione concreta di salvaguardia. Ma ovviamente, la risposta non si è mai avuta….
Ora ci si aspetterebbe che, da persone responsabili, i vertici del parco rassegnassero le dimissioni, noi non sappiamo che decisioni prenderanno, ma di una cosa siamo sinceramente convinti che questa gestione passerà alla storia per essere stata i peggiore per questa importantissima area protetta e che le azioni intraprese o non intraprese dalla gestione Gatta richiederanno un duro lavoro per essere sanate.

video esplicativo di un anno fa: http://it.youtube.com/watch?v=IWqWNP-FET8

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