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Pro - Natura

Terza edizione dei conteggi di capriolo italico nel Parco Nazionale del Gargano

11 aprile 2008

Dopo una pausa di due anni, finalmente riprendono i conteggi annuali dei caprioli in Foresta Umbra.

Grazie ai fondi UE-Regione Puglia, destinati alla conservazione della popolazione di capriolo italico (Capreolus capreolus italicus) nel Parco Nazionale del Gargano, dal 28 al 30 marzo 2008 lo staff del Dipartimento di Scienze Ambientali dell´Università di Siena, composto prevalentemente da esperti locali, tutti soci del CSN, ha organizzato e realizzato i conteggi su circa 400 ettari di aree campione dell´ambito forestale compreso nel territorio della Foresta Umbra con l´insostituibile contributo di circa 60 volontari tra studenti delle Università di Bari (Scienze Naturali, Biologia ambientale e Veterinaria) e Foggia (Facoltà di Agraria), e altri volontari, personale dell´Ente Parco, alcuni volenterosi del CFS, etc. I partecipanti sono stati ospitati presso il Distaccamento Aeronautico Jacotenente e presso le strutture del CFS Ufficio Tutela della Biodiversità di Umbra, grazie alla sensibilità delle autorità competenti.

Il metodo di censimento è stato quello cosiddetto a “battuta”, in cui le zone ove effettuare i rilevamenti sono state circondate da due linee, quelle dei “battitori” e quella delle “poste”. I primi hanno avuto il compito di avanzare mantenendosi collegati fra di loro per far muovere gli esemplari presenti che hanno attraversato (per la maggioranza dei casi) la linea delle poste il cui compito è stato quello di censire gli esemplari individuandone, se possibile, sesso ed età.

Il periodo considerato è il più indicato per ottenere stime precise per questa specie, in quanto, da marzo in poi, il capriolo italico perde le sue abitudini più gregarie dell´autunno-inverno, distribuendosi nel territorio. Inoltre in tale periodo le femmine sono ancora lontane dai parti (che avvengono in maggio) e si evita così il disturbo nelle delicate fasi delle nascite o dello svezzamento dei piccoli.

In tre giorni sono stati contati 24 caprioli, pertanto la densità stimata è grosso modo paragonabile a quella rilevata nei precedenti conteggi (2004 e 2005).

La popolazione di capriolo, con densità piuttosto basse (circa 6 capi/100 ettari), purtroppo non cresce, ci si augura quindi che le azioni di conservazione avviate, ma soprattutto quelle che deriveranno dalla pianificazione territoriale (Piano del Parco) e dalle scelte operative che l´Ente Parco farà nel prossimo futuro, possano rendere finalmente “visibile” il capriolo come avviene in molte aree, anche non protette, del centro-nord Italia.

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