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Pro - Natura

L´attenzione di RAI uno sul disastro ambientale del Cervaro

7 dicembre 2008

Domenica 7, RAI uno, nel programma TV “Sabato & Domenica” condotto da Franco Di Mare e Sonia Grey, ha dedicato un ampio servizio al disastro ambientale presso il torrente Cervaro intitolato Rifiuti. Un “fiume” di veleni?

Il servizio ha ripercorso gli aspetti fondamentali della vicenda, evidenziando che il procedimento giudiziario riguarda la discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi, tra Deliceto e Castelluccio dei Sauri nel letto del Cervaro, più imponente d´Europa così come rilevato dai Carabinieri del N.O.E

500.000 tonnellate di rifiuti. In metri cubi pari a 27 palazzi di 8 piani posti uno a fianco all´altro e in superficie interessata pari a quella di 8 campi di calcio. Fra i reati contestati, il disastro ambientale e l´associazione per delinquere finalizzata al trasporto illecito di rifiuti. Delle 71 persone denunciate dai carabinieri, la settimana scorsa 13 sono state rinviate a giudizio. Fra queste l´imprenditore Rocco Bonassisa che gestiva la discarica regolare di Delicato e gestisce la discarica regolare a Foggia. Altri imputati: il chimico Giuseppe Marchion accusato di aver prodotto falsi certificati d´analisi dei rifiuti, il proprietario del terreno sul quale sono stati rovesciati i rifiuti, i camionisti che li trasportavano.

Numerosi gli intervistati dalla giornalista Irene Benassi.

Ben 54 camion, per più volte al giorno, facevano la spola per trasportare i rifiuti percorrendo, a partire dalla strada provinciale 108, un tracciato che si svolgeva anche sul letto del Cervaro. È quanto emerso dalle dichiarazioni del comandante del NOE di Bari dei Carabinieri Gennaro Badolati. Fra gli imputati vi sono, infatti, i proprietari di una Ditta di frantumazione accusati di aver modificato il normale corso del Cervaro per meglio favorire il transito dei camion. Gli autocarri, è stato evidenziato nel servizio televisivo, trasportavano anche terreno inquinato proveniente dal comune di Delicato che aveva appaltato i lavori d´ampliamento della discarica alla società di Rocco Bonassisa.

La discarica abusiva avrebbe fruttato agli indagati un guadagno di 2 milioni e mezzo di euro. Molto più pesante il danno ambientale. Ma a quanto ammonta realmente? La domanda è stata posta all´avvocato Angelo Masucci di S. Severo, legale di parte civile del CSN Onlus - Pro Natura Capitanata e del WWF Italia . La risposta: almeno 400 milioni di euro se viene considerato solo il costo della bonifica dell´area inquinata. Purtroppo però ci sono aspetti del danno ambientale che sono irrecuperabili.

Il Cervaro attraversa il Parco dell´Incoronata e sfocia nel golfo di Manfredonia, in pieno Parco del Gargano, incontra 11 comuni e bagna molti campi coltivati.

Nella sua intervista, Antonio del Priore, sindaco di Castelluccio, ha evidenziato che per la coltivazione del pomodoro l´ASL concede le autorizzazioni per il prelievo dell´acqua dal torrente. Preoccupazioni sono state espresse anche per l´inquinamento della falda acquifera.

Oggi la perizia di parte della Procura della Repubblica di Foggia attesta che nella discarica sono presenti, fra l´altro, zinco, manganese e cadmio oltre a composti organici come idrocarburi, solventi alogenati e solventi aromatici che entrano in contatto con l´uomo attraverso la catena alimentare. Tali sostanze, ha evidenziato l´intervista di Giuseppe Nicoletti, chimico dell´Università degli studi di Foggia, sono cancerogene e possono comportare modifiche e danni del DNA.

Vincenzo Russo, procuratore della Repubblica di Foggia, ha prospettato tempi non lunghi per il procedimento penale e ha evidenziato che i reati ambientali in Puglia sono, purtroppo, in crescita.

Importanti le conclusioni dell´inchiesta televisiva nell´intervista del conduttore Franco Di Mare al giornalista Luca Pernice del Corriere del Mezzogiorno.

La prima è che impossibile che nessuno si sia accorto del frenetico traffico di camion considerato che la zona è frequenta da molti agricoltori.

È stato, inoltre, fatto osservare dal conduttore che gli arresti sono avvenuti a giugno del 2008, mentre il sequestro preventivo della discarica è avvenuto quasi un anno prima. La conseguente conclusione è che in questo lasso di tempo le amministrazioni locali non si sono mostrate molto attive per evitare che la situazione peggiorasse. Del resto il GIP Enrico Di Dedda nell´ordinanza di custodia cautelare aveva evidenziato che quanto avvenuto è stato possibile grazie anche al silenzio delle amministrazioni locali che avrebbero dovuto vigilare e correre ai ripari.

Il conduttore Franco Di Mare ha, inoltre, evidenziato che dalla perizia di parte della Procura della Repubblica di Foggia emergono rischi serissimi per gli abitanti della zona e si è chiesto cosa stiano facendo le autorità locali per contenerli. L´ARPA Puglia ha dichiarato che i campi possono essere irrigati con l´acqua del Cervaro e che però non si possono mangiare le verdure crude che vengono prodotte in quei terreni. Un responso apparso alquanto singolare.

Infine, la trasmissione ha evidenziato come i cittadini non siano realmente consapevoli del rischio che corrono e di conseguenza dell´importanza di continuare a fare informazione su una discarica che il GIP Enrico Di Dedda nel giugno scorso ha definito una delle più devastanti metamorfosi del territorio della provincia di Foggia e per la quale il Procuratore della Repubblica Vincenzo Russo ha indicato un danno ecologico 10 volte maggiore di quello dell´emergenza rifiuti a Napoli. Un disastro ambientale per il quale vi sono indagini ancora in corso da parte della Procura e dei NOE dei Carabinieri e per il quale CSN Onlus - Pro Natura Capitanata e il WWF Italia, costituitesi parte civile, continueranno a prestare la massima attenzione, ponendosi a disposizione per coadiuvare l´attività degli inquirenti.

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