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Pro - Natura

Parco Regionale Bosco Incoronata: il Comune di Foggia non deve vendere il patrimonio agricolo annesso

12 gennaio 2009

Recente è la notizia apparsa sui giornali che il Comune di Foggia intende mettere all´asta i terreni agricoli comunali limitrofi all´area protetta regionale Parco Naturale Regionale del Bosco Incoronata.
Il Centro Studi Naturalistici ONLUS ritiene che vendere il patrimonio pubblico sia deleterio per il futuro della nostra città e soprattutto per la tutela della biodiversità.
Tale patrimonio agricolo, ricordiamo, è annesso al parco, al sito d´importanza comunitario (SIC) e al torrente Cervaro; da recenti studi queste aree sono state classificate come aree agricole ad alto valore naturalistico (High Nature Value Farmland); quale migliore occasione di sviluppo è l´utilizzo di terreni comunali per praticare progetti pilota per la sperimentazione di nuove tecniche agronomiche sostenibili, agricoltura multifunzionale e valorizzazione dei prodotti a basso impatto ambientale?

Ricordiamo che l´assessorato all´ambiente del Comune di Foggia ha promosso il processo di Agenda 21 e ha in atto una convenzione con la Facoltà di Agraria, per la gestione tecnico-scientifica che nei fatti non è mai stata operativa, quindi perché non fruttare positivamente tali accordi?

Il Centro Studi Naturalistici onlus consiglia al Comune di Foggia, quindi, di attuare politiche agro-ambientali sostenibili già da oggi poiché ha tutti i mezzi e le occasioni utili (i.e. PSR, POR, LIFE+, INTERREG III C, CIPE etc.) per praticare una seria politica per il territorio, senza perdersi in proclami e annunci futuristici, a difesa di interessi non collettivi.
La realizzazione di un´area agricola comunale per la sperimentazione di tecniche agronomiche a basso impatto ambientale potrebbe diventare un trampolino di lancio per tutti gli studenti e laureati dell´Università di Foggia che potrebbero utilizzare tali aree come “laboratorio sul campo” e far diventare Foggia come centro di eccellenza nel campo agro-ambientale.
Così come l´ampliamento della matrice naturale attraverso la creazione di nuove aree boscate, finalizzate alla realizzazione un vero parco periurbano, rappresenta forse l´ultima possibilità che questa amministrazione ha di scrivere qualcosa di significativo per migliorare la qualità ambientale della nostra grigia città.
Inoltre, investire nel recupero del patrimonio ambientale, rappresenterebbe una prima risposta al degrado in cui versa il parco Regionale dell´Incoronata, che ricordiamo è ridotto a una vera e propria terra di nessuno dove tutto è possibile.
Invitiamo l´Amministrazione Comunale, ad aprire un tavolo tecnico per condividere le scelte e le decisioni intorno al futuro del Parco Regionale dell´Incoronata.
Infine, chiediamo il perché l´amministrazione Comunale non si sia costituita parte civile nel processo relativo al disastro ambientale causato dalla discarica abusiva di rifiuti pericolosi più imponente d´Europa così come rilevato dai Carabinieri del N.O.E che hanno fatto partire le indagini sull´operazione battezzata “Black River”, che ricordiamo insiste proprio sul torrente Cervaro.

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