COME OPERIAMO
 RICERCA
 CONSERVAZIONE
 EDUCAZIONE AMBIENTALE
 WORKSHOP E SEMINARI
 ESCURSIONISMO
 EDITING E FOTOGRAFIA
Pro - Natura

Gli esami del DNA inchiodano il "serial killer" di 6 lupi appenninici

17 gennaio 2009

Al collo la Polizia Provinciale di Genova, durante una perquisizione all´alba del 12 agosto 2008, gli aveva trovato una collana fatta con dieci denti di lupo, alcuni dei quali si sospettava tolti all´esemplare ucciso illecitamente e abbandonato nella notte del 10 febbraio 2007 con il muso mozzato, in un plateale gesto di sfida, di fronte ad una casa cantoniera della Provincia, nella localitā 'La Squazza' del Comune di Borzonasca (GE) , lungo la strada per il Passo della Forcella.

Dopo una lunga serie di indagini sull´uccisione - probabilmente con un´esca avvelenata - di quell´esemplare di lupo appenninico, specie particolarmente protetta, la Polizia Provinciale di Genova aveva stretto il cerchio eseguendo con 7 tra ufficiali ed agenti una perquisizione in localitā Bevena, sempre nel Comune di Borzonasca, disposta dalla Procura della Repubblica di Chiavari.

Oltre alla collana di denti di lupo al collo del presunto bracconiere, gli uomini della Polizia provinciale avevano scoperto un fucile calibro 12 e varie cartucce a pallettoni nascosti sotto una roccia, nei pascoli del Monte Aiona, a 4 chilomentri dall´abitazione dell´indagato (pastore ed ex vice-caposquadra della squadra di cacciatori cinghialisti di Borzonasca), che aveva lasciato sul posto la propria arma, servendosene per ripetuti appostamenti alla selvaggina anche in periodo di divieto generale di caccia .

Nella perquisizione erano state sequestrate anche alcune centinaia di munizioni per fucile e per carabina e circa un chilo di polvere da sparo non denunciate, oltre a diversi fucili detenuti irregolarmente e il proprietario era stato denunciato all´autoritā giudiziaria per uccisione di esemplare appartenente a specie particolarmente protetta, omessa custodia di armi e munizioni, omessa denuncia di munizioni, caccia in periodo di divieto generale.

Pochi giorni dopo al bracconiere e a suo fratello erano state ritirate le licenze di porto di fucile dall´autoritā di pubblica sicurezza.

Sbalorditivi i risultati delle recenti complesse analisi del DNA effettuate dall´ISPRA (settore dell´ ex Istituto Nazionale Fauna Selvatica) : i denti della collana (dalla polpa dei quali č stato estratto il DNA) appartengono tutti al lupo appenninico italiano, e sono riferiti a 6 (sei) distinti esemplari: 3 maschi e tre femmine. Il DNA di uno dei denti appartiene senza dubbio all´esemplare lasciato in segno di sfida di fronte al casotto provinciale nel febbraio 2007, e di cui a suo tempo era stato saggiamente prelevato e surgelato per precauzione un campione di muscolo

Il DNA di un altro dente č stato associato, tramite la banca dati genetica del lupo appenninico presso l´ISPRA, ad un campione fecale raccolto in provincia di Genova nel 2007 dai ricercatori che da anni studiano il lupo sull´appennino ligure. Smontata quindi la tesi dell´indagato, che aveva affermato che la collana gli era stata 'venduta da un marocchino'.

E´ la la seconda volta in Italia che si risale all´autore di atti di bracconaggio verso lupi (ma nel primo caso, in Provincia di Pavia, c´era stata un´archiviazione), e in quest´ultimo caso solo con attivitā investigativa svolta in data successiva ai fatti, in assenza di testimoni oculari.

E´ la prima volta in Italia che ci sarā un processo ad un uccisore di lupi (WWF e LAV si sono attivate per la successiva costituzione in giudizio)

Fonte: TutelaFauna

Archivio news
 
home | chi siamo | come operiamo | dove operiamo | progetti | aiuta il CSN | link amici | Site Map | cookie policy
powered by netplanet - Denominazione: ASS. CENTRO STUDI NATURALISTICI - ONLUS - C.F.: 94035230716 - P.IVA: 03702310719