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Pro - Natura

Coltivare piante "riflettenti" per diminuire il riscaldamento globale?

16 gennaio 2009

LIVORNO. Secondo uno studio condotto da ricercatori dell´università di Bristol e pubblicato su Current Bioloy, selezionando le varietà di specie vegetali alimentari coltivate ed aumentandone l´albedo, cioè il loro potere 'riflettente', si potrebbe ridurre il riscaldamento globale. «La probabilità che il continuo delle emissioni di gas serra porti ad un ingestibile livello i cambiamenti climatici – scrivono i ricercatori su Current Bioloy - ha stimolato su scala planetaria la ricerca delle soluzioni tecnologiche per ridurre il riscaldamento globale ('Geoingegneria'), in genere caratterizzate dalla necessità di costose nuove infrastrutture e industrie. Pensiamo che ci sia già un´infrastruttura globale che potrebbe dare un aiuto: l´agricoltura associata ai terreni arati, dato che le piante esercitano un´importante influenza sul bilancio energetico del clima a causa delle differenze nella loro albedo (riflettività solare) rispetto al suolo e alla vegetazione naturale. In particolare, proponiamo un approccio 'bio-geo-ingegneristico' per attenuare il riscaldamento della superficie».

I ricercatori pensano di modificare la struttura delle piante per ottenere una diversa posizione delle fogli ed aumentarne l´effetto riflettente della luce solare: «proponiamo di scegliere fra le differenti varietà delle stesse specie di coltura per massimizzare la riflessione della luce e non di cambiare il tipo di pianta, anche se questo potrebbe anch´essa produrre benefici climatici».

Andy Ridgwell, che ha diretto lo studio, spiega che «Abbiamo valutato l´effetto del nostro approccio con un modello climatologico globale. Scegliendo fra le varietà correnti, la nostra stima sull´aumento di riflessione ci porta a prevedere che le temperature estive potrebbero ridursi di oltre 1 grado per gran parte dell´America settentrionale centrale e alle medie latitudini dell´Eurasia. Infine, un ulteriore raffreddamento regionale potrebbe essere ottenuto con incroci selettivi o con modificazioni genetiche per ottimizzare l´albedo della pianta».

Un grado in meno in primavera-estate in Europa e Nord America rappresenterebbe un raffreddamento globale annuo intorno a 0,1 gradi, più o meno il 20% dell´aumento della temperatura planetaria, con una riduzione di 195 miliardi di tonnellate di CO2 emesse in atmosfera nei prossimi 100 anni.

Un approccio 'biotecnologico' all´agricoltura molto diverso da quello dei biocombustibili e che non cambierebbe le rese agricole destinate all´alimentazione, ma per gli agricoltori si potrebbe anche aprire il mercato delle quote di emissioni di CO2: Ridgwell ha calcolato che, se un tale meccanismo diventasse accessibile per le coltivazioni alimentari, potrebbero guadagnare 23 euro all´anno per ogni ettaro, mentre con i biocarburanti attualmente ne guadagnano 45.

Fonte: www.greenreport.it

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