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Pro - Natura

Lettera al Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno

26 aprile 2009

Gentile direttore,

voglio darle una notizia: l´acqua dei fiumi si butta a mare!

Leggendo le cronache di questi giorni sull´alluvione in Capitanata, appare questa la pietra dello scandalo, contribuendo ad aumentare la confusione sulla gestione della risorsa idrica in Capitanata. Si cerca infatti ancora una volta di spingere l´acceleratore su progetti che, per richiamare una vecchia battuta della prima repubblica, darebbero più da
mangiare che da bere. La questione dell´invaso di Piano dei Limiti, la seconda diga progettata sul Fortore a valle dell´attuale diga di Occhito, ne è l´esempio più eclatante.

L´opera costerebbe circa 350 milioni di euro (di cui solo 118 ad oggi disponibili), per invasare 30 milioni di metri cubi d´acqua da destinare
all´agricoltura e ci vorranno 10 anni per costruirla (al momento non c´è neppure la valutazione di impatto ambientale sul progetto). Con un decimo della somma, e in molto meno tempo, si potrebbe ottenere la
stessa quantità recuperando le acque reflue dei depuratori della Capitanata, senza alcuna opposizione da parte delle popolazioni locali e
con il vantaggio di avere una fonte di approvvigionamento certa (è la stessa acqua utilizzata due volte) al contrario delle acque di pioggia che sono incostanti (in 50 anni di vita la diga di Occhito si è riempita solo due volte).

E che dire poi dell´inopportunità di concentrare la risorsa idrica in un´unica zona con il rischio, divenuto concreto dopo la scoperta della
famigerata alga rossa, di metterla totalmente fuori uso alla prossima emergenza sanitaria?

Non si deve poi sminuire, come fa oggi Giuliano sulla Gazzetta, l´importante azione di risanamento della rete idrica che ha avviato
l´Acquedotto Pugliese con il recupero di 25 milioni di metri cubi (quasi la stessa quantità di quella di Piano dei Limiti): ciò significa un
notevole risparmio di energia (quella che è servita per immagazzinarla, depurarla e trasportarla) e un minor consumo di territorio per la realizzazione di nuove grandi opere. Ma forse è proprio questo il problema: c´è ancora qualcuno che vorrebbe più da mangiare che da bere!

Matteo Orsino
Consigliere regionale WWF Puglia

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