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Pro - Natura

Caccia allo storno, la Regione Liguria dice no alla deroga

29 settembre 2009

Liguria. Il consiglio regionale ha bocciato una proposta di legge presentata dal centrodestra per permettere la caccia a storni, fringuelli e frosoni nel corso della stagione venatoria apertasi lo scorso 20 settembre. Il progetto legislativo prevedeva una deroga alle norme con cui l´Unione Europea salvaguarda le tre specie, ma la maggioranza di centrosinistra si è opposta in maniera compatta all´istanza dell´opposizione, portate avanti dal leghista Francesco Bruzzone, secondo il quale la caccia a queste tre specie servirebbe a salvaguardare le colture liguri. Secondo Pdl e Lega, infatti, questi esemplari di volatili sarebbero dannosi per l´agricoltura, rientrando così nelle fattispecie per cui l´Ue prevede l´attività venatoria in deroga.

Netta la posizione del centrosinistra che, per voce della verde Cristina Morelli, ha replicato che non ci sono studi sui pericoli portati dai fringuelli e che alcune specie di uccelli servono anzi a combattere alcuni insetti molto dannosi per gli uliveti: “In questi ultimi anni, durante i quali grazie alle denunce e alle battaglie dei Verdi lo storno vola libero sui cieli della Liguria, la produzione di olive è aumentata, sia quantitativamente sia qualitativamente. Per fare un esempio lo scorso anno, in cui non si è sparato a questo piccolo uccello, si è arrivati da una produzione regionale di 213.070 quintali di olive, contro i 158.906 quintali dell´anno precedente, questo risulta dai dati ufficiali dell´ISTAT. Esistono inoltre relazioni scientifiche che affermano che la presenza dello storno, per alcuni mesi dell´anno, incide in forma davvero minima sul prelievo delle olive ed inoltre può essere considerato addirittura utile come lotta biologica alla dannosa mosca olearia, in quanto si nutre delle sue larve”.

“Sulla Liguria pende già una condanna da parte della Corte di Giustizia europea che con una sentenza del 2008 ha condannato l´Italia per la legge sulle deroghe ai migratori emanata dalla Liguria nel 2006, con conseguente pagamento di circa diecimilioni di euro – aggiunge ancora Cristina Morelli –. Esistono poi numerosi pronunciamenti sia della Corte Costituzionale sia del Consiglio di Stato che dichiarano illegittimi i provvedimenti emanati dalle regioni in tema di deroga alle norme comunitarie di protezione degli uccelli, si tratta quindi di mantenere la Liguria in un regime di legalità.”

“I consiglieri della Lega e del Pdl avrebbero potuto risparmiare questa inutile perdita di tempo che ha occupato oltre due ore dei lavori del Consiglio Regionale che deve invece da affrontare problematiche molto più importanti per la vita dei cittadini liguri. Voglio poi confutare definitivamente il dati circa i presunti danni alle coltivazione di olive che vengono spesso citati dai consiglieri filo-caccia per giustificare le stragi di storni” ha concluso la portavoce dei Verdi.

Duro il commento di Gabriele Saldo e Gino Garibaldi, del Pdl: “Il Pd ligure nasconde dietro false scuse la mancanza di volontà nel procedere in questa direzione, essendo ostaggio dei partiti di estrema sinistra e dei Verdi. Dobbiamo prendere atto che non c´è assolutamente spazio per un dibattito sereno su argomenti di questo tipo, che in qualche modo potrebbero essere facilmente risolti con un vero confronto e con la volontà di trovare una soluzione condivisa, come avviene in altre Regioni”.

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