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Pro - Natura

Il 20% di Puglia a rischio idrogeologico

3 novembre 2006

La maglia nera a Panni (Foggia) che pur avendo quartieri e fabbricati a rischio non ha realizzato prevenzione da alluvioni e frane. Alcuni comuni hanno interi quartieri in zone a rischio.


BARI - In Puglia sono 48 i comuni classificati a rischio idrogeologico dal ministero dell´ambiente e dall´Unione delle Province italiane nel 2003, il 19 per cento del totale.
Di questi 44 sono a rischio frane, uno a rischio alluvioni e tre a rischio sia di frane che di alluvioni.
Nella provincia di Foggia si trovano 35 comuni, sette in quella di Bari, tre in quella Taranto, due nel leccese e uno nel brindisino. Almeno undici di questi 48 comuni hanno abitazioni costruite in aree a rischio idrogeologico e sei interi quartieri. Gravina di Puglia è promossa con un sette in pagella come comune più meritorio, mentre la maglia nera va a Panni (Foggia) che pur avendo quartieri e fabbricati a rischio non ha realizzato alcuna attività di prevenzione da alluvioni e frane: voto 0,5. Questi dati sono contenuti nell´indagine ´Ecosistema rischio 2006´ di Legambiente e Dipartimento della Protezione civile presentata oggi a Bari in un incontro organizzato per la tappa pugliese di «Operazione fiumi» che si concluderà domani con la pulizia dell´Ofanto.

Erano presenti l´assessore regionale alle Opere pubbliche, Onofrio Introna, il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, il portavoce nazionale di «Operazione fiumi», Giorgio Zampetti, Ruggero Capone del Corpo Forestale dello Stato e Ruggero Isernia del centro di educazione ambientale «Ofanto» di San Ferdinando di Puglia (Foggia).

Tra le amministrazioni comunali intervistate - è stato detto - sono 15 quelle che hanno risposto al questionario di «Ecosistema rischio» e l´85 per cento ha nel proprio territorio abitazioni in aree a rischio e circa il 70 per cento è in ritardo nella prevenzione. «I risultati dell´indagine sono a dir poco preoccupanti - ha dichiarato Zampetti - e il numero dei comuni è sicuramente sottostimato. L´Autorità di bacino ha stilato un nuovo elenco non ancora approvato da cui emerge una forte fragilità del territorio. L´obiettivo è fermare le aree più a rischio per evitare che si continuino a costruire abitazioni, impianti industriali e infrastrutture».

«In Puglia - ha aggiunto Tarantini - la pesante eredità di un passato fatto di abusivismo e sconsiderata urbanizzazione delle aree a rischio idrogeologico non è stata ancora superata. E´ necessario impegnarsi per una seria politica di prevenzione per rendere il nostro territorio più sicuro e compatibile con l´ambiente. A questo proposito - ha concluso - invitiamo la Regione ad attivarsi per l´istituzione del Parco fluviale dell´Ofanto, il più importante corso d´acqua pugliese, tuttora in grave degrado».

Introna ha ricordato che «il governo regionale ha approvato nel novembre del 2005 il Pai, il piano di assetto idrogeologico, uno strumento dinamico di esame e conoscenza del territorio. Da allora è stato rivisto più volte e sono partite numerose azioni a sostegno dei Comuni per finanziare progetti mirati ad annullare o ridurre il rischio idrogeologico. Sappiamo che è solo l´inizio di una politica di tutela che vuole sanare le ferite fin qui provocate da una costante aggressione del territorio». Sempre in quest´ottica - ha concluso Introna - «abbiamo avviato uno studio per realizzare un piano di difesa delle nostre coste».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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