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Pro - Natura

Due strane pinne vicino alla coda: il delfino prova vivente dell´evoluzione

6 novembre 2006

E´ stato scoperto per caso una decina di giorni fa da alcuni pescatori giapponesi.
Per alcuni è la conferma che un tempo i mammiferi marini vivevano sulla terraferma


Come buona parte delle grandi scoperte anche quella del delfino-fossile vivente è avvenuta per caso. Sono stati dei pescatori giapponesi ad avvistarlo e si sono accorti subito delle strane pinne vicino alla coda, due in più di quelle che questi mammiferi comuni in tutti i mari (Delphinus delphis) hanno normalmente.
I pescatori hanno catturato il delfino a quattro pinne e hanno chiamato il museo delle balene di Taiji, secondo quanto ha raccontato il direttore, Katsuki Hayashi. Per il delfino è cominciata la trafila: una volta che è stata accertata la sua eccezionalità è stato messo dentro la vasca del museo e ora è sottoposto a ogni tipo di esame per capire da dove sono spuntate fuori quelle due pinne in più.

'Ritengo che le pinne siano resti degli arti che i delfini possedevano quando erano ancora mammiferi terrestri e si muovevano sulla Terra - ha dichiarato il responsabile dell´Istituto di ricerca sui cetacei di Tokyo, Seiji Osumi, in un´intervista televisiva - è di sicuro una scoperta senza precedenti'. Per ora i ricercatori hanno accertato che le due pinne extra sono molto più piccole di quelle normali e che hanno più o meno le dimensioni di una mano. Il delfino ha circa 5 anni ed è lungo quasi tre metri.

I ricercatori riferiscono anche che in passato sono stati osservati feti di cetacei con delle protuberanze simili a pinne, che però scomparivano prima della nascita. In altri casi si sono trovati balene e delfini con protuberanze simili ad arti vicino alla coda, ma mai un esemplare con simil-arti tanto sviluppati.

Negli ultimi 50 anni test immunologici e più recentemente esami del Dna hanno avvalorato la teoria che i cetacei si siano evoluti circa 60 milioni di anni fa da mammiferi quadrupedi, parenti stretti dei moderni ungulati come ippopotami, maiali e cavalli. Nel 2001 sono state trovate anche prove fossili in due diverse aree del Pakistan. Ricercatori statunitensi ricostruirono lo scheletro di un quadrupede di 50 milioni di anni fa e altri due fossili databili intorno a 47 milioni di anni fa. In tutti e tre i casi gli scheletri si riferiscono ad animali che sembrano legati da un lato alle balene e dall´altro agli ungulati.

Un´obiezione alla teoria dell´evoluzione dei cetacei da mammiferi ungulati è che questi ultimi sono erbivori, mentre i cetacei sono carnivori, ma i sostenitori dell´ipotesi rispondono che in realtà gli ungulati moderni sono prevalentemente erbivori, ma talvolta si nutrono anche di carne: si dice per esempio che gli ippopotami talvolta mangino le gazzelle che si spingono troppo vicino alle pozze d´acqua.

Fonte: La Repubblica

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