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Pro - Natura

Ancora sulle alghe nel lago Albano...

19 marzo 2010

Era il lontano 1953 quando qualcuno, allora sì per primo, segnalò la presenza di alghe nelle acque del lago Albano, a Castel Gandolfo. A distanza di 57 anni, quando l´inverno raggiunge il picco massimo di freddo, c´è sempre il ritorno delle alghe che può creare qualche allarmismo. Il Parco dei Castelli Romani ha condotto studi specifici, in collaborazione con il Laboratorio di Biologia delle Alghe dell´Università di Roma Tor Vergata, sulle alghe del lago Albano. Si tratta di alghe procariote, ovvero cianobatteri appartenenti alla specie 'Planktothrix rubescens', che sono presenti tutto l´anno nel lago ma che in inverno, proprio in corrispondenza del massimo abbassamento delle temperature, salgono in superficie per cercare la luce e il calore del sole. Queste stesse alghe in estate scendono a trenta metri di profondità per il gran caldo, perché per sopravvivere hanno bisogno di una temperatura costante. La striscia rossa che si vede sul pelo dell´acqua, dunque, non è altro che
l´infiorescenza di queste alghe che, come dice il nome stesso, sono rosse (rubescens = rubescente, che tende a diventare rosso).Gli studi condotti hanno dimostrato che l´alga produce effettivamente una serie di tossine, che tuttavia diventano dannose per l´uomo solo se ingerite: bisognerebbe infatti bere l´acqua del lago (dichiarato peraltro balneabile dagli Enti preposti) per subirne qualche effetto.La recente attivazione della rete fognaria circumlacuale, opera che salvaguarderà ulteriormente il territorio impedendo lo scarico dei liquami direttamente nei fossi, convogliandoli in depurazione, permetterà di registrare, nel tempo, un significativo ridimensionamento della presenza dell´alga, che troverà sempre meno elementi nutritivi nelle acque del lago.'La tutela ambientale - commenta il presidente del Parco, Gianluigi Peduto - vuole proprio evitare casi come questo, in cui la massiccia riproduzione di un esemplare di flora, alimentata da alterate condizioni biologiche, mette a
rischio la biodiversità dell´intero ecosistema lacustre. Ci vuole molto tempo affinché la natura riesca a ritrovare i propri equilibri e a ricostruire ottimali condizioni ecologiche. Per questo è necessario essere costanti e perseverare nelle azioni di tutela ambientale'.Area protetta: PR Castelli Romani

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