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Pro - Natura

Piano d´Azione Nazionale sul Capriolo italico

18 dicembre 2006

Firenze, 18 dicembre 2006 Museo di Storia Naturale “La Specola”

Il Centro Studi Naturalistici, ha partecipato in veste di consulente della Provincia di Foggia (Assessorato alle Risorse Territoriali), alla presentazione del Piano d´Azione Nazionale sul Capriolo italico (Capreolus capreolus italicus), organizzata dall´INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica).

L´importanza di tale riunione è dovuta al fatto che il Capriolo italico è presente, come sottospecie endemica italiana, in poche aree nazionali e in particolar modo i nuclei più importanti vivono nelle regioni centro-meridionali precisamente nell´area a sud della Toscana, sul Gargano, nell´Orsomarso (Calabria) e nella Riserva Presidenziale di Castelporziano (Roma).

Le uniche aree italiane che ospitano popolazioni italiche “pure” sono la tenuta di Castelporziano e il Gargano.
Risulta evidente, quindi l´importanza strategica del Gargano sia per l´ampiezza dell´area di distribuzione della sottospecie, che per la discontinuità ecologica con il resto dell´areale di presenza italiano di caprioli non autoctoni.

Gli esperti del Centro Studi Naturalistici hanno collaborato per quattro anni con l´Università di Siena-Dipartimento di biologia evolutiva nella persona del Prof. Sandro Lovari, uno dei massimi esperti internazionali di ungulati su un progetto realizzato dall´Ente Parco Nazionale del Gargano con fondi del Ministero dell´Ambiente relativo alla conoscenze di base circa la sottospecie sul promontorio garganico e in questa sede hanno evidenziato le problematiche inerenti la popolazione garganica.

Grande rammarico vi è stato nella constatazione della assenza di funzionari dell´Ente Parco Nazionale del Gargano proprio in una riunione così importante nella quale evidenziare gli impegni dell´Ente nei confronti di questa “perla faunistica”, infatti sebbene vi siano nei programmi di finanziamento “PIS” dei fondi destinati proprio ad azioni in favore del Capriolo italico sul Gargano, si corre il rischio di attivare programmi di monitoraggio ed azioni di conservazione in tempi così ristretti (vista la tempistica di realizzazione del PIS) da non garantire alcun benefico effetto alla popolazione di capriolo del Gargano (peraltro tali azioni sono state inserite nel PIS grazie alle attività del Centro Studi Naturalistici nelle fasi propedeutiche alla preparazione delle linee di finanziamento del PIS, si ricorda infatti che in queste fasi furono inseriti altri progetti tutti ideati dal CSN, alcuni dei quali furono praticamente “eliminati” come l´intervento per la continuità dell´Osservatorio Naturalistico del Parco Nazionale del Gargano e l´intervento in favore della gestione del Centro Fauna Selvatica del Parco Nazionale del Gargano).

Per conto della Provincia di Foggia, il CSN ha intenzione di continuare le attività di monitoraggio e conservazione delle risorse naturali, ivi comprese quelle relative al Capriolo italico

Per il Gargano diverse sono le problematiche da risolvere per la tutela della specie; il bracconaggio, il pascolo abusivo degli animali domestici, etc.

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