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Pro - Natura

Contro i tagli ai parchi presidio a ROMA VENERDI´ 23 LUGLIO

17 luglio 2010

le martoriate vivende delle aree protette nazionali, che si trascinano ormai da diversi anni, sembrano ormai essere giunte ad un triste epilogo: la manovra approvata ieri in Senato prevede, infatti, il taglio del 50% dei contributi ordinari agli enti vigilati dai ministeri e, quindi, anche a tutte le aree protette nazionali (Riserve, Parchi Nazionali e Aree marine protette). Il dimezzamento dei finanziamenti comprometterà totalmente il funzionamento di enti che operano già con scarsissime risorse, umane e finanziarie. Né avrebbe senso, come viene ventilato, rendere i parchi economicamente autosufficienti: ciò non avviene nemmeno per la Cappella Sistina o gli Uffizi (per non dire del Parco dello Yellowstone).
Tutte le riserve e i parchi nazionali costano oggi, infatti, appena un caffè all´anno per ogni italiano. Un costo irrisorio quindi ma che, non senza problemi, consente di attuare fondamentali politiche, anche comunitarie, di conservazione e sviluppo sostenibile nei luoghi di maggior pregio ambientale d´Italia. Non una spesa passiva, quindi, bensì un investimento in grado di generare un significativo indotto principalmente legato al turismo e di cofinanziare importanti progetti comunitari, facendo giungere cospicue somme di denaro nel nostro Paese.
I parchi esisteranno pertanto solo sulla carta oppure, come ha dichiarato il Ministro dell´Ambiente Stefania Prestigiacomo, si sarà costretti a chiuderne la metà per consentire agli altri di sopravvivere. Quali saranno, allora, le conseguenze?
La fauna, i boschi, il paesaggio, le coste e l´acqua nelle aree naturalisticamente più importanti d´Italia (si pensi a Stelvio, Dolomiti Bellunesi, Cilento, Gran Sasso, Abruzzo, Sibillini, Gran Paradiso, Foreste Casentinesi, Gargano, Arcipelago Toscano, Aspromonte e molte altre) saranno esposte al saccheggio di speculatori e potenti multinazionali, nonché di bracconieri ed ecomafie. Il turismo calerà. Numerosi animali già a rischio come l´orso bruno, il camoscio appenninico, la lontra e il capriolo italico, saranno molto più soggetti al rischio di estinzione. Si aprirebbero altre pesanti procedure di infrazione da parte dell´Unione Europea.

Nelle ultime settimane c´è stata una mobilitazione delle associazioni e di singoli parchi, ma non è stato sufficiente: il Ministro, nonostante le rassicurazioni anche a mezzo stampa, non è riuscita a far modificare la manovra di 'solidarietà e responsabilità', come l´ha definita ieri Tremonti, che, proprio nell´Anno internazionale per la Biodiversità, cancella di fatto anche i parchi nazionali.

L´Associazione '394' del personale delle aree protette (http://www.associazione394.it) ha deciso di testimoniare questo momento gravissimo per i parchi nazionali con un sit-in/presidio a ROMA VENERDI´ 23 LUGLIO, con modalità in corso di definizione.

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