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Pro - Natura

L´on. Bordo interroga il Ministro dell´Ambiente sull´Oasi Lago Salso

2 dicembre 2006

L´Ente Parco del Gargano non svolge attività di manutenzione, ordinaria e straordinaria, all´interno dell´Oasi di Lago Salso e, così facendo, si rende responsabile della distruzione di una delle zone umide più importanti d´Italia e d´Europa”. E´ quanto sostenuto dal deputato ulivista, Michele Bordo, nell´interrogazione al ministro dell´Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, depositata questa mattina nell´Aula di Palazzo Montecitorio.

Nel documento, Bordo denuncia “gravi forme di illegalità” commesse dall´Ente Parco del Gargano: “tollera il prelievo abusivo di acqua all´interno della zona umida”; ha determinato lo scoppio di “un´epidemia che ha causato la morte di decine di esemplari” di Gobbo rugginoso, a causa della mancata gestione della rete idrica interna alle voliere dov´è ospitata la più numerosa popolazione in cattività d´Europa di questa specie di uccello acquatico; non garantisce “un´adeguata vigilanza” contro il bracconaggio.

A tutte queste deficienze gestionali – afferma Bordo – si aggiunge la grave situazione occupazionale venutasi a creare a causa del fallimento della cooperativa Euro Daunia 2000, composta da 39 ex lsu, cui l´Ente Parco non intende affidare la gestione dell´Oasi: vanificando il progetto di stabilizzazione lavorativa avviato a suo tempo e provocando tensioni sociali e danni ambientali.
L´interrogazione ha il duplice scopo di informare il ministero dell´Ambiente del grave clima di tensione che si vive all´interno dell´Oasi – conclude il deputato ulivista – di sollecitare un intervento per evitare che l´immobilismo dell´Ente Parco provochi un disastro ambientale”.



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