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Ma a chi la vogliono dare a bere? La vicenda dei trialometani nell´acqua potabile e le reticenze della Regione

19 marzo 2011

È accaduto a dicembre scorso nel vicino Molise. È bastato un solo microgrammo per litro in più di trialometani (sottoprodotti della clorazione delle acque potabili, potenzialmente cancerogeni) rispetto alla soglia di legge di 30 microgrammi/litro, che i sindaci di otto comuni hanno dovuto sospendere l´erogazione idrica finché il parametro non è rientrato sotto soglia ed i vertici dell´azienda Molise Acque sono stati indagati dalla procura di Larino per avvelenamento colposo di acque destinate al consumo umano.



E in Puglia? La notizia data dagli Ecologisti democratici dell´ennesima deroga chiesta dalla Regione e concessa dal Ministero della Salute a settembre scorso per elevare tale soglia fino a 50 microgrammi/litro ha scatenato l´indignata replica di ASL, Acquedotto Pugliese e Assessorato alla Salute che, per volerla smentire categoricamente, hanno dovuto ammettere l´esistenza della deroga fino al 31 dicembre scorso, precisando che successivamente non è stata più rinnovata e lasciando intendere che si fosse trattato di una questione puramente incidentale. Nessuna parola è stata però spesa da questi tutori della salute pubblica per spiegare da quanto tempo vigeva tale deroga, né perché sia stato necessario disporla e neppure cosa è stato fatto per informare la popolazione a riguardo.

Gli Ecologisti democratici, esercitando il diritto di controllo del cittadino sui comportamenti delle amministrazioni, hanno quindi ritenuto di approfondire la questione e, da una ricerca sul portale della normativa sanitaria del Ministero della Salute, è emerso che la faccenda andava avanti da almeno otto anni! Il primo documento da noi rintracciato risale infatti al lontano 2003 quando la Regione Puglia chiese ed ottenne la deroga per elevare il parametro dei trialometani nella provincia di Foggia a 80 microgrammi/litro. Il Ministero la concesse per soli sei mesi, disponendo che l´Acquedotto Pugliese presentasse, entro il 28 febbraio 2004, la documentazione dettagliata degli impianti di trattamento, dei trattamenti effettuati e della rete acquedottistica ed, entro il successivo 30 aprile, un nuovo piano di rientro, completo di nuovo calendario dei lavori, della stima dei costi e della copertura finanziaria riferito all´abbattimento dei valori dei parametri Cloriti e Trialometani, finalizzato ad un preciso cronoprogramma che riducesse in tempi brevi i suddetti inquinanti.

Ma, come spesso accade in Italia e con ancor più frequenza nel nostro meraviglioso Mezzogiorno, non c´è nulla di più duraturo delle deroghe temporanee. Il 30 aprile 2004 passò invano e la Regione Puglia fu costretta a chiedere un´ulteriore proroga che il Ministero puntualmente concesse per altri sei mesi. Questa volta, però, vennero escluse dai procedimenti di deroga le industrie alimentari che quindi sono rimaste obbligate al rispetto dei limiti previsti dalla normativa. Il decreto dispose inoltre per la Regione l´obbligo dell´informazione ai cittadini relativamente alle elevate concentrazioni di trialometani nell´acqua potabile erogata. Qualcuno ne ha mai sentito parlare?

Anche questa proroga si concluse senza che il problema fosse risolto e le reiterazioni delle deroghe si susseguirono anno dopo anno con le stesse pedisseque raccomandazioni e precisazioni: esclusione delle industrie alimentari dalla deroga, informazione al cittadino, obbligo di trasmettere i piani di risanamento. Così è accaduto con i decreti del 2006, 2007, 2008, 2009, fino agli ultimi del 2010.

La vicenda dei trialometani, fino al 2009 ben lontana dall´essere portata a conoscenza dei cittadini da parte delle autorità preposte, iniziò a venire a galla in occasione della vicenda dell´alga rossa allorchè, in una riunione del comitato di crisi presso la Provincia, un funzionario pubblico, con voce dal sen fuggita, lamentò il fatto che si perdesse tempo con l´alga rossa quando da anni la provincia di Foggia aveva il ben più grave problema dei trialometani nell´acqua potabile. Forse era questa l´informazione al cittadino che intendeva la Regione!

A questo punto alcune domande sorgono spontanee e avremmo molto piacere che i tutori della salute pubblica rispondessero con la stessa solerzia con la quale si sono affrettati a smentire gli Ecologisti democratici:

1) Perchè in provincia di Foggia il parametro dei trialometani è risultato costantemente superiore ai limiti di normativa da dover chiedere una deroga per almeno otto anni?

2) Cosa è stato fatto per risolvere il problema e con quali tempistiche?

3) Da dove la Barilla, la Tamma e le altre industrie alimentari della provincia di Foggia hanno preso l´acqua per tutti questi anni, visto che la deroga non valeva per loro? Quali controlli sono stati fatti dalle autorità competenti in tal senso?

4) Quali tempestive ed adeguate informazioni sono state mai fornite alla popolazione interessata circa


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