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Pro - Natura

Cattura Dell´Orsa DJ3

27 maggio 2011

La Federazione nazionale Pro Natura scrive al Ministro dell’Ambiente e alla Provincia autonoma di Trento per chiedere la sostituzione dell’orsa e un piano strategico per la conservazione della più importante popolazione alpina di plantigradi

 

In attesa di capire nel dettaglio le ragioni che hanno portato ad assumere la drastica decisione di catturare definitivamente l’orsa DJ3 e rinchiuderla nel recinto nell’area faunistica del Casteller, a sud di Trento, la Federazione nazionale Pro Natura esprime serie preoccupazioni per la conservazione a medio-lungo termine della neopopolazione di Orso bruno Ursus arctos nelle Alpi centrali.

Il quadro attuale lascia purtroppo supporre nel medio periodo il verificarsi di dinamiche simili a quelle che hanno condotto all’estinzione la popolazione autoctona nel secolo scorso: l’esiguo numero (10) di fondatori rilasciati nel corso del progetto LIFE URSUS, infatti, sommato al fatto che le femmine hanno dimostrato una modestissima mobilità e che anche in prossimità del confine sloveno emerge una maggiore presenza di giovani maschi in dispersione e che dunque non possiamo ragionevolmente aspettarci l’arrivo spontaneo di una nuova femmina di Orso bruno dalla popolazione presente nelle Alpi orientali, fanno della neopopolazione trentina una popolazione isolata con altissimo rischio di depressione da inbreeding.

Per queste ragioni, la Federazione nazionale Pro Natura - attraverso il suo Presidente Mauro Furlani - chiede che la femmina adulta di Orso bruno DJ3 venga al più presto sostituita mediante il rilascio in natura di un nuovo soggetto.

Tale azione non potrà certamente essere sufficiente a garantire la tutela della specie sulle Alpi; la Federazione chiede perciò che vengano avviate tutte le azioni di informazione, di sensibilizzazione, di formazione e di supporto organizzativo e tecnico propedeutiche all’avvio di un nuovo programma di rilasci nel Trentino orientale e/o nel Veneto nord-occidentale, con l’obiettivo di costituire una neopopolazione che faccia da ponte tra quella sostanzialmente isolata attualmente insediata nel Trentino occidentale e quella insediata nelle Alpi orientali (Friuli, Austria, Slovenia).

Il Presidente Furlani evidenzia che “il consolidamento della neopopolazione consentirebbe di ottenere due risultati strategici per la conservazione della specie sulle Alpi: in primo luogo consentirebbe di capitalizzare i contributi spontanei derivanti dalla dispersione naturale di soggetti dalla popolazione delle Alpi orientali e dal Trentino occidentale e di dare vita ad un nuovo nucleo ”sorgente”, rendendo possibile la costituzione di una metapopolazione alpina di plantigradi.

Dall’altro relativizzerebbe quanto accade nel Trentino occidentale, dove oggi – a causa del sostanziale isolamento della più importante popolazione di Orso bruno delle Alpi – ogni intervento di gestione della popolazione rischia di avere un impatto che va oltre la dimensione locale, rischiando di impattare concretamente addirittura sul futuro della specie sulle Alpi”.

Infine, la Federazione Pro Natura chiede che venga avviato un programma strategico per il ripristino ed il mantenimento di corridoi ecologici idonei al superamento della Valle dell’Adige, principale barriera alla connessione tra le popolazioni isolate.

La Provincia Autonoma di Trento e il Parco Adamello Brenta hanno costruito negli anni una delle più importanti e positive esperienze di conservazione della specie sulle Alpi mediante il programma di reintroduzione e gestione in Trentino. Ora serve una nuova fase che metta al sicuro la neopopolazione e in definitiva la specie sulle più alte montagne d’Europa.

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