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Pro - Natura

Eolico e aree protette nellŽUnione Europea: come stanno le cose

23 luglio 2011


Si trovano in rete molte notizie discordanti su un recente giudizio dell’Unione Europea in merito ad una causa che vedeva contrapposte Azienda Agro-Zootecnica Franchini sarl e Eolica di Altamura Srl da una parte e Regione Puglia dall’altra in merito alla possibilità per la Regione di vietare l’installazione di impianti eolici non finalizzati all’autoconsumo all’interno delle aree protette. La centrale eolica in questione ricadeva nel perimetro del parco dell’Alta Murgia.

Chiariamo subito una cosa: l’Unione Europee permette espressamente la realizzazione di impianti eolici nelle aree della Rete Natura 2000 ed ha realizzato anche delle apposite Linee Guida per mitigarne gli impatti (EU Guidance on wind energy development in accordance with the EU nature legislation, http://www.centrostudinatura.it/download/vis.asp?id=836: si tratta di un documento non prescrittivo ma di indirizzo).

La causa verteva invece sulla legittimità per un governo regionale e nazionale di imporre limiti più restrittivi all’eolico in queste aree, limiti che vietino del tutto l’eolico non finalizzato all’autoconsumo. Si tratta di contemperare quanto previsto da tre direttive UE: quella che promuove l’energia rinnovabile, la direttiva “Uccelli” che tutela l’avifauna e la direttiva “Habitat” che tutela gli habitat naturali e la biodiversità.

L’Avvocatura Generale della UE ha stabilito che la Normativa della Regione Puglia è legittima:

Le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 27 settembre 2001, 2001/77/CE, sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità e 23 aprile 2009, 2009/28/CE, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, nonché le direttive del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici e 21 maggio 1979, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, non ostano all’adozione, da parte di uno Stato membro, di provvedimenti nazionali più rigorosi che vietino l’installazione di impianti eolici non finalizzati all’autoconsumo all’interno di un sito Natura 2000, a condizione che il divieto sia conforme alle politiche ambientali ed energetiche dell’Unione, che non sia contrario al principio della parità di trattamento e che non vada oltre quanto necessario per realizzare lo scopo perseguito, circostanze, queste, che devono essere accertate dal giudice del rinvio.

E anche:

Nonostante le società ricorrenti affermino che la «pSIC / ZPS IT 9120007 Murgia Alta» è geograficamente molto estesa, la Corte non dispone di elementi idonei a dimostrare che il divieto circoscritto di costruzione di taluni impianti eolici all’interno dei siti natura 2000 in Puglia abbia costituito un ostacolo alla produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili a livello nazionale o regionale. All’udienza, la Commissione ha dichiarato che la Puglia è una delle regioni italiane che conta il maggior numero di impianti eolici: è la prima regione in termini di capacità e la seconda, dopo la Sicilia, per numero di impianti.

In effetti, considerando gli elementi di prova presentati dalla Commissione concernenti l’attuale quota di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili a livello nazionale (30) e la forte presenza di impianti eolici in Puglia, sulla base delle informazioni presentate alla Corte in udienza sembrerebbe, salvo verifica da parte del giudice del rinvio, che la futura realizzazione dell’obiettivo vincolante del 17% fissato dalla direttiva 2009/28 con riferimento all’Italia per il 2020 non sia ostacolata dal divieto di cui trattasi.

Fonte Via dal vento

 

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