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Pro - Natura

Comunicato stampa - costa jonica

5 marzo 2007

“I cittadini attivi e dissenzienti,
raramente riconosciuti da politici e amministratori,
sono un dono prezioso per rivitalizzare la nostra democrazia”
Paul Ginsborg


Ci riesce fin troppo facile dire oggi “l´avevamo detto” rispetto alle vicende di stretta attualità che portano la Costa Jonica lucana alla ribalta delle cronache nazionali.
Era la primavera del 2001 quando associazioni ambientaliste, culturali, religiose, gruppi di cittadini organizzati e singoli diedero vita al “Comitato per la difesa della costa Jonica lucana” per contrastare ciò che, oggi come allora, appariva un tentativo sbagliato e pericoloso di modifica del territorio; secondo il Comitato (tutto ciò in tempi non sospetti) il modello di sviluppo turistico pensato per la Costa jonica lucana era (lo è tuttora) non solo fortemente dannoso per il grande patrimonio di ricchezze ambientali e naturalistiche presenti sulla costa, ma anche e soprattutto inefficace ed insostenibile dal punto di vista sociale, economico e politico, incapace, cioè, di portare autentico sviluppo e crescita in una regione che, invece, ne ha un profondo e inevaso bisogno. Un modello si sviluppo che, quindi, a fianco di mancati importanti vantaggi dal punto di vista socio-economico, ha messo in pratica un uso irrazionale delle risorse esistenti, con la costruzione di una lunga sequela di villaggi turistici e addirittura due (2) porti in fase di realizzazione, quello di Marinagri e quello degli Argonauti, entrambi posti sotto sequestro, anche se il secondo “solo” parzialmente”. Ma l´aspetto più grave è un altro: sembra che lo sviluppo turistico sognato per questa parte della Basilicata, abbia “stimolato” attenzioni e attività non proprio cristalline, con un presunto intreccio, molto oscuro, di interessi politici, economici e di altra natura su cui spetta alla magistratura di fare luce.
Il Comitato di difesa della costa jonica, in questi anni di impegno sul territorio metapontino, spesso in perfetta solitudine (appare grottesco e indecoroso che qualche politico intenda cavalcare l´onda mediatica di questi giorni strumentalizzando l´impegno altrui), ha continuamente sollecitato gli amministratori locali e regionali, con tutti i mezzi pacifici e democratici che aveva a disposizione, invitandoli a scelte responsabili di tutela del territorio e trasparenti in termini di programmazione e gestione dello stesso, chiedendo a gran voce che venissero condivise con le comunità di cittadini interessate dai progetti. Inviti reiteratamente rifiutati.
In seguito a questo atteggiamento di chiusura ed insensibilità delle Istituzioni e delle quasi totalità delle forze politiche verso le forti istanze di partecipazione provenienti dalle comunità metapontine, il Comitato decise di affiancare all´attività di sensibilizzazione e di informazione dei cittadini anche una serie di azioni legali mirate al rispetto delle leggi che, già allora, sembravano essere solo un mero ostacolo al raggiungimento di grossi obbiettivi esclusivamente economici, e ora, non si sa fino a che punto di interesse pubblico.
Fu presentato ricorso alla Commissione Europea per le presunte violazioni alle direttive comunitarie per la realizzazione dei porti alle foci dell´Agri e del Basento e di alcuni villaggi turistici; fu presentato ricorso al Tar contro il progetto turistico di Cit holding a Scanzano jonico; fu sporta denuncia alla magistratura e fu presentato un altro ricorso al Tar contro la Nettis Resort e il Comune di Pisticci per la vicenda del Porto degli Argonauti alla foce del Basento. Adesso arriva l´inchiesta di Catanzaro a riaccendere il fuoco che da anni cova sotto l´affair Costa jonica.
Ci auguriamo che l´autorità inquirente possa svolgere il suo lavoro in serenità e che, a prescindere dagli esiti legati all´indagine calabrese, in Basilicata nasca subito una nuova stagione nell´ambito della gestione delle risorse del territorio, limpida, sostenibile e condivisa con i cittadini. Si persegua insieme, Istituzioni, forze politiche, società civile e cittadini, l´esercizio di una democrazia autentica, capace, da un lato, di riscattare le umiliazioni e le frustrazioni inflitte in questi anni alle comunità lucane sui temi socio-ambientali (non c´è solo la “Costa jonica”, ma, ad esempio, anche l´affair petrolio); dall´altro, di valorizzare, soprattutto in termini socio-economici ed occupazionali, ma in modo trasparente ed equilibrato, le enormi ricchezze della Basilicata.

COSTA JONICA LUCANA, 28 FEBBRAIO 2007

COMITATO DI DIFESA DELLA COSTA JONICA
E DEGLI INTERESSI DEI SUOI ABITANTI



LIPU Nazionale, (cell. Gianni 333.3456900)
WWF Basilicata (cell. Luigi 320.2993251)
Forum Ambientalista, Coordinamento Nazionale (cell. Fabio 320.9793501)
Allelammie – Pisticci (cell. Massimiliano 334.1651764)
MP3 – Pisticci (cell. Roberto 328.2231979)
Nuova Identità Meridionale – Marconia (cell. Nicola 333.1269351)
ARCI - Pomarico (Nunzio 339.8535455)
Associazione Sacco e Vanzetti - Pomarico

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