L´AGENDA DELLA NATURA - Cosa succede ad agosto in Capitanata
Una breve rubrica su ciò che accade in Capitanata, dedicata agli appassionati di natura.<br><br>

 
Inizia il lungo viaggio degli uccelli
Anche ad agosto, nonostante il caldo sfiancante che perdura ininterrottamente da oltre due mesi, la natura non si ferma nei suoi cicli imperturbabili, così in pieno ferragosto mentre il popolo di vacanzieri affolla le spiagge in cerca di frescura, i migratori “transahariani” (che passeranno l´inverno a sud del Sahara), iniziano il loro viaggio verso sud: piccoli uccelli di pochi grammi di peso affronteranno il mare aperto, il deserto e le insidie dei predatori (nonchè, purtroppo, anche dei bracconieri). Tra questi, i variopinti gruccioni che fino a settembre, in stormi di decine di individui, faranno sentire il loro verso garrulo durante gli spostamenti.
All´ombra dei boschi
In estate i cinghiali, in gruppi familiari composti generalmente da una femmina adulta con i propri piccoli, si riuniscono nelle poche zone ove è presente un pò d´acqua come ad esempio nei pressi delle sorgenti e delle pozze residue dei torrenti dei Monti Dauni. I maschi adulti invece vivono un periodo di solitudine scacciati dalle femmine.
Chiare, fresche e dolci acque
Proprio nei pressi delle sorgenti, sui bordi delle fontane isolate e sulle rive dei torrenti di acqua fredda dei Monti Dauni è facile osservare (con un pò di attenzione perché è molto mimetica) la rana italica, una rana endemica italiana legata alla presenza di acque fresche e non inquinate.
Coloratissimi bruchi
Negli incolti ingialliti si possono vedere sfarfallare gli splendidi macaoni e, con un pò di fortuna, i bellissimi bruchi soprattutto se sono presenti le ombrellifere come il finocchio selvatico o la ferula.
Come le tessere di un mosaico
Purtroppo la siccità causata dall´assenza di piogge da oltre tre mesi, affligge la nostra terra e le crepe, nel terreno riarso dal sole, formano disegni affascinanti, quasi fossero tessere di un mosaico creato dal Sole, che lasciano però capire come l´acqua, in una regione come la nostra, sia un bene primario che merita maggiore attenzione nella programmazione del suo sfruttamento. Questo è particolarmente vero soprattutto in agricoltura, dove dovrebbe esserne fatto un utilizzo più moderno e razionale, nella gestione degli invasi e, da ultimo, ma non per importanza, nella gestione delle condotte che, purtroppo, fanno registrare dispersioni superiori al 70 % del totale.
Cattive abitudini
Continua anche in agosto la bruciatura dei residui colturali (generalmente le stoppie del grano) pratica che, insieme all´aratura dei terreni già a fine giugno, non dovrebbe essere più consentita in una delle regioni italiane a più alto rischio di desertificazione. Questi due fattori infatti causano un immediato e prolungato disseccamento delle terre ed un´esposizione al sole di terra nuda continua per oltre quattro mesi. Occorrerebbe mettere in atto, invece, misure urgenti di protezione del suolo con il bando definitivo della bruciatura (che oltre all´effetto desertificazione, produce un immane quantità di anidride carbonica immessa nell´atmosfera, alla faccia del protocollo di Kyoto). Tale pratica, inoltre, è connessa ogni anno sia a numerosi incendi boschivi quando, in particolari situazioni, il fuoco sfugge al controllo, sia ad incidenti automobilistici (a volte addirittura mortali) quando il fumo invade le carreggiate stradali.
Hanno collaborato:
Per i testi: Matteo Caldarella e Michela Ingaramo Per le foto: Matteo Caldarella
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