L´AGENDA DELLA NATURA - Cosa è successo a dicembre in Capitanata


 
Chiare fresche e dolci acque?
Con l´arrivo di dicembre, dopo le prime avvisaglie di pioggia di novembre, si sono finalmente intensificati gli eventi meteorologici che, secondo alcuni, “rovinano” i fine settimana, mentre per i naturalisti suonano come campane a festa soprattutto quando, dopo una lunga estate (e praticamente mezzo autunno) senza precipitazioni, la pioggia e, addirittura la neve (vedi la prima nevicata del 4 dicembre), donano un po´ di “ossigeno” alla terra asciutta. Purtroppo l´acqua che inizia a scorrere nei torrenti di Capitanata desta anche delle preoccupazioni come nel caso del torrente Cervaro, dove è stata scoperta una delle più grandi discariche (500.000 tonnellate) di rifiuti tossici abusive direttamente nell´alveo fluviale, in agro di Castelluccio dei Sauri.
Reati ambientali
Il Centro Studi Naturalistici, insieme al WWF, si è costituito parte civile nel procedimento penale a carico degli imputati proprio per la gravità della situazione (nella foto l´intervista con il giornalista della RAI). E´ parso però strano che né il comune di Foggia (Ente gestore del Parco Regionale Bosco Incoronata nel cui territorio scorre il torrente Cervaro) né il Parco Nazionale del Gargano (nel cui territorio ricadono rilevanti aree di una Zona di Protezione Speciale che usufruisce proprio delle acque del Cervaro) abbiano fatto altrettanto.
Stratagemmi per sopravvivere
Nonostante tutto la natura continua nei suoi ritmi immutabili e periodici a dimostrarci al sua vitalità, come è il caso di molte specie di piante che, in questo periodo, affidano il loro futuro o al passaggio di qualche animale e qualche volta dell´uomo, grazie al velcro naturale dei loro semi (la Nappola italiana) oppure al vento (l´Inula viscosa)
Piante di Natale
Con l´arrivo del freddo alcuni uccelli, in genere restii a lasciare le loro aree del nord finché il rigore del clima non li costringe, come il Tordo sassello e la Cesena, si fanno vedere soprattutto nelle zone più elevate della provincia come a Monte Cornacchia sul Subappennino Dauno, la cima più alta dell´intera Puglia, o Monte Iacotenente sul Gargano. Queste specie sono ghiotte di vischio, pianta tipica del Natale che vegeta, in genere, su latifoglie (nell´immagine piante di vischio su pioppo) e si dissemina solo grazie alla presenza di questi uccelli. I semi infatti, dopo essere passati nel tubo digerente dei tordi, vengono deposti insieme alle feci sui rami degli alberi dove cercheranno di attecchire.
Patriarca verde
A dicembre le roverelle splendono dorate ai caldi raggi obliqui del sole. Sebbene le foglie ingialliscano, esse non cadono se non con la crescita, in primavera, delle nuove foglioline o in casi climatici eccezionali. Nell´immagine una di queste querce, fra le più belle e grandi dell´intera regione Puglia, che vegeta rigogliosa in agro di Roseto Valfortore sui Monti Dauni.
Immondizia ovunque
Purtroppo altre piccole discariche costellano il nostro territorio e nonostante la pubblicità che campeggia, proprio in questi giorni, nelle nostre città, sempre più spesso si trovano i residui delle coltivazioni come contenitori delle piantine di polistirolo e altri recipienti, come testimonia la foto scattata nei pressi del torrente Carapelle. Spesso poi questi rifiuti vengono addirittura bruciati nei campi con la conseguente ricaduta di diossina sulle stesse coltivazioni.
Senza controllo
In altre situazioni, il degrado paesaggistico di siti importantissimi si associa al degrado sociale. Nella foto, scattata al Lago Salso, una postazione da pesca, piena di rifiuti, è utilizzata da extracomunitari per cercare di pescare qualcosa da mangiare. Purtroppo la mancanza di controllo del territorio facilita situazioni di sfruttamento, in primis umano, e poi delle risorse naturali.
La palude in inverno
Nelle zone umide della Capitanata, a dicembre, la maggioranza degli uccelli che passeranno l´inverno è ormai arrivata, e migliaia fra anatre, folaghe, cormorani e limicoli affollano i chiari delle paludi. Tra le zone umide più importanti dal punto di vista naturalistico, spicca sicuramente la Laguna di Lesina. Qui una delle specie più comuni è la folaga, che condivide con tante altre specie i chiari della sacca orientale.
Hanno collaborato:
Per i testi: Matteo Caldarella e Michela Ingaramo Per le foto: Matteo Caldarella
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