L´AGENDA DELLA NATURA - Cosa è successo a febbraio in Capitanata


 
Un tuffo nel passato
Le piogge invernali hanno ridato vita ad aree palustri che da tempo non si vedevano più e allora, come un tuffo nel passato, ecco scorgere dall´alto alcune delle “marane del Candelaro” (foto ripresa dalle pendici del Gargano osservando verso il ponte Ciccalento).
Paesaggi da fiaba
Le nevicate e il freddo sono stati presenti nel solo mese di febbraio creando scenari inusuali, imbiancati da un manto di neve e ghiaccio. come dimostra la suggestiva immagine ripresa presso una delle sorgenti del torrente Vulgano in agro di Biccari.
Basta un po´ di sole…
Il freddo di febbraio però non ha fermato i ritmi naturali e basta una piccola sfera di sole ed ecco apparire i fiori, quasi a sfidare il freddo, come i crochi, i mandorli e i fiori di nocciolo.
La mano nera dell´uomo
Purtroppo negli stessi siti ove è possibile osservare questi piccoli spettacoli naturali, l´uomo continua a danneggiare, con comportamenti illegali, ciò che resta della natura come testimoniato dal dissodamento abusivo di pascoli che, fino ad oggi, non hanno mai visto nessun aratro (nella foto arature abusive nei pascoli nell´area di Monte Granata). Questo scempio è stato fatto su habitat prioritari che conservano specie anch´esse prioritarie per la Comunità Europea ed il loro danneggiamento può innescare procedure di infrazione (leggi “multe salatissime”) per gli enti territoriali e quindi per le tasche di tutti noi, come già successo per le alterazioni causate dagli insediamenti industriali nei pressi di Manfredonia.
Un incredibile becco
Nelle aree più elevate della nostra provincia si avvista sempre più spesso una specie legata alle pinete di alta montagna, il Crociere, (nell´immagine maschio a sin e femmina a dx), un piccolo uccello dall´incredibile becco in grado di aprire le pigne di pino nero per cibarsi dei semi. I luoghi dove è più probabile l´osservazione sono, come già detto, le aree più elevate con rimboschimenti di pino nero come nei pressi di Monte Cornacchia, Monte Sambuco sui Monti Dauni (nei pressi di quest´ultimo è stata scattata l´immagine) o Iacotenente e Foresta Umbra sul Gargano.
Il ciclo della vita
In questo periodo la riproduzione di molti animali è già in fase avanzata come testimonia questa immagine di cinghialetti di pochi giorni che si nascondono tra la vegetazione, ripresi nei pressi della Foresta Umbra a metà febbraio.
L´alga rossa...che in realtà è azzurra
Purtroppo nel mese di febbraio si è manifestata anche l´emergenza dell´acqua inquinata nella diga di Occhito. Responsabile di ciò è un´alga microscopica, la Planktothrix rubescens, che produce microstossine tossiche e che , come si dice tecnicamente, ha dato luogo ad una “fioritura” (cioè si è sviluppata moltissimo) a causa dell´eccessivo patrimonio o apporto di sostanza organica e nutrienti primari (fosfati e nitrati) nell´acqua della diga. L´alga che fa tanto discutere (e preoccupare) appartiene al gruppo delle "alghe azzurre" o "cianoficee" (e non “alghe rosse” come si sarebbe erroneamente portati a credere, vista la colorazione assunta dall´acqua della diga), organismi unicellulari procarioti ed autotrofi. Sul sito del Centro Studi Naturalistici, all´indirizzo http://www.centrostudinatura.it/download/cat.asp?id=15 si possono scaricare diversi documenti correlati a questa problematica.
Buone notizie per la natura
Per il terzo anno consecutivo il Centro Studi Naturalistici si è visto approvare dalla Comunità Europea un importante progetto per la conservazione della natura. Il progetto dal titolo “Interventi di conservazione per l´avifauna prioritaria nell´Oasi Lago Salso”, finanziato per un importo di circa 3 milioni di Euro dalla Commissione Europea nell´ambito del programma LIFE + Natura e Biodiversità, è il maggiore finanziamento mai arrivato in Puglia per progetti di conservazione della natura. L´Ente Beneficiario è l´Oasi lago Salso e partner sono il Centro Studi Naturalistici onlus (che ha ideato il progetto), l´Università di Foggia e il Gal DaunOfantino. Il progetto ha i suoi punti di forza nella realizzazione di circa 100 ettari di nuove zone umide e nell´apertura di chiari all´interno della palude ormai invasa dalle canne palustri, azioni di cui beneficeranno molte specie tra cui la Moretta tabaccata, il Tarabuso, il Marangone minore e il rarissimo Chiurlottello. Ovviamente, si opererà anche attraverso una campagna di sensibilizzazione e di educazione ambientale con programmi didattici e visite guidate, allargata non solo alla provincia di Foggia, ma anche a quella della BAT e di Bari.
Hanno collaborato:
Per i testi: Matteo Caldarella e Michela Ingaramo Per le foto: Matteo Caldarella
Per non ricevere più questa newsletter inviare una mail a info@centrostudinatura.it con oggetto "rimuovi"