L´AGENDA DELLA NATURA - Cosa è successo ad ottobre 2009 in Capitanata


 
Basta una giornata di sole
Con il mese di ottobre si è assistito all´entrata nell´autunno vero e proprio, con l´aumento delle piogge e l´accorciamento evidente delle giornate. Nonostante ciò e le temperature piuttosto basse, alcune specie particolarmente “estive” come i rondoni si sono potuti avvistare fino alla metà del mese, e basta una giornata di sole per fare uscire allo scoperto le lucertole campestri (come quella nella foto a lato) mentre prende il sole su un tronco di ulivo nella pedegarganica.
Profumo d´autunno
Le piogge di ottobre hanno consentito la crescita di tante specie di funghi che con la loro presenza allietano prati e pascoli, boschi e macchia mediterranea. Nella foto un mazzo di agarico vellutato in Foresta Umbra.
Alba sul mare
Con gli sbalzi di temperatura tipici dei periodi autunnali o primaverili, in occasione dell´arrivo dei primi freddi si è potuto assistere ad un fenomeno particolare e suggestivo come il vapore che si sollevava all´alba dal mare (ancora relativamente caldo per il prolungato soleggiamento estivo).
Chi va a dormire e chi fiorisce
Nel mondo vegetale, se per molte piante inizia un periodo di quiescenza, per altre è il momento di fiorire. Così, negli aridi e ancora gialli pascoli pedegarganici, si può ammirare un piccolo e bellissimo fiore, il narciso autunnale (nella foto a lato) che spicca candido fra gli steli delle graminacee.
Caldi colori d´autunno
I colori dell´autunno invece diventano straordinari in Foresta Umbra e nei boschi del Subappennino dove si possono ammirare tutte le sfumature dei toni caldi, dal rosso acceso degli ornielli, all´arancio e giallo degli aceri, fino al verde dei cerri che per ultimi perdono il loro colore estivo. Nella foto un suggestivo scorcio del bosco di Faeto.
Piccolo cuor di leone
Questo mese per i suoni della natura è stata scelta la registrazione di un piccolo uccello, facilmente ascoltabile nei giardini di ogni città, proprio da ottobre in poi quando si sposta in massa per svernare dal nord Europa. Il pettirosso è una specie comune e persino temeraria (in inglese si chiama, manco a farlo apposta, “Robin”), i maschi difendono il loro territorio durante tutto l´anno e sono fra i pochi uccelli che cantano anche in inverno (il canto che allieta noi uomini, per gli altri maschi di pettirosso ha un significato di difesa territoriale e quindi di avvertimento). La loro temerarietà (nei confronti dei propri simili) li fa a volte sbattere contro i vetri delle finestre dei piani bassi delle case con giardino: vedendo la loro immagine riflessa nel vetro i pettirossi si cimentano in accaniti duelli contro la finestra che a volte li porta anche a stordirsi. In questi casi, se si ritrova un pettirosso tramortito, lo si può raccogliere e mettere in una piccola scatola al buio e al caldo e dopo un po´ di tempo riportare nel luogo di ritrovamento provando ad aprire lo scatola; in genere l´uccellino vola via immediatamente.
Audionatura
Nella foto a lato proprio uno di questi uccelli prima di essere messo nella scatola (all´apertura è regolarmente volato via). In onore di questo simpatico ospite dei nostri giardini è stato scelto il suo inconfondibile verso (non il canto) che ci fa identificare la sua presenza all´imbrunire senza la necessità di vederlo. Il file è scaricabile al link: http://www.centrostudinatura.it/audio/vis.asp?id=9 Per maggiori delucidazioni si potrà contattare il referente a questo recapito telefonico 347.3037851 o attraverso info@centrostudinatura.it.
Hanno collaborato:
Per i testi: Matteo Caldarella e Michela Ingaramo Per le foto: Matteo Caldarella
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