L´AGENDA DELLA NATURA - Cosa è successo a dicembre 2009 in Capitanata
Hanno collaborato:
Per i testi: Matteo Caldarella e Michela Ingaramo
Per le foto: Matteo Caldarella

 
La prima neve
Anche il mese di dicembre, tranne qualche giornata particolarmente “fredda”, non ha corrisposto alle aspettative dell´inverno. Le prime ondate di freddo sono accadute proprio in concomitanza dell´entrata ufficiale dell´inverno quando, intorno al 20-22 dicembre si sono raggiunti, in diverse aree, anche i -5°. Nell´immagine uno scorcio del Bosco della Cerasa, in agro di Biccari, con una spolverata della prima neve dell´inverno.
Finalmente sono arrivate!
Insieme a questa ondata di freddo le gru (grandi assenti nella migrazione di novembre) si sono fatte finalmente vedere e così gli stormi, in perfetta formazione, con il loro verso inconfondibile, hanno solcato, un po´ ovunque, i cieli della Capitanata.
La triste fine di 7 giganti del mare
Purtroppo il mese di dicembre è stato anche testimone di un triste, quanto unico, evento e cioè lo spiaggiamento e la morte di 7 giganti del mare, dei bellissimi capodogli che si sono arenati lungo la riva dell´istmo di Varano. La loro morte ha lasciato in tutti noi un segno indelebile e la speranza che non succeda mai più un evento così. Nell´immagine l´esemplare più grande quando era ancora in vita.
Ospiti urbani
In città molte specie di uccelli trovano un ambiente spesso idoneo e meno “difficile” dell´aperta campagna per l´assenza di pericoli (come i cacciatori) o il clima più mite (all´interno della cerchia urbana si calcola mediamente un aumento di temperatura, in inverno, anche di 3-4 gradi rispetto alle aree esterne) anche se il “prezzo da pagare” è respirare un po´ di smog. Uno dei più simpatici di questi ospiti è il Codirosso spazzacamino (nell´immagine a lato un bel maschio), un piccolo uccello grigio che si è adattato a vivere tra i palazzi e le case al posto delle rocce (suo ambiente naturale). Ed infatti non è difficile vederlo in città mentre effettua le sue evoluzioni a caccia di insetti o emette il suo verso “rumoroso”. In volo è invece facile distinguerlo per la colorazione rossiccia della coda. Il codirosso spazzacamino è una specie presente come migratore e svernante nelle nostre città di pianura.
Battiti d´ali al tramonto
Nelle paludi sipontine le anatre migratrici (così come molte altre specie) si affollano nei chiari tanto da renderli questi siti di importanza internazionale per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici. All´Oasi Lago Salso si possono vedere concentrazioni spettacolari, come testimoniato dalle foto delle alzavole al passaggio su un chiaro mentre la luna piena volge al tramonto.
...e al mattino
e di circa 600 gabbiani corallini in volo sui prati allagati ove in genere riposano al mattino.
Tempo di frutti
Il periodo dei fiori, nei boschi ed in collina, sembra essere terminato; ora è il momento dei frutti. Così le rose canine danno bella mostra di sè con le loro bacche di un colore rosso vivo (a lato un´immagine scattata in agro di San Marco in Lamis).
...e di semi
Nelle aree paludose salmastre, invece, l´azzurro dei fiori dell´astro marino è stato sostituito dai fiocchi bianchi dei suoi semi che adornano questi piante (quelli a lato sono stati fotografati in agro di Margherita di Savoia).
Per un posto al sole
Nei canneti di Lesina, così come all´Oasi Lago Salso si concentrano alcune specie di rapaci come i falchi di palude, spesso in pacifica convivenza, tranne in questo caso, nel quale due esemplari combattono in una fredda mattina di dicembre per “un posto al sole” dove risposarsi. La scena è stata ripresa nella valle di mezzo all´Oasi Lago Salso.
Audionatura
Per la registrazione dei suoni della natura di questo mese (scaricabile all´indirizzo: http://www.centrostudinatura.it/audio/vis.asp?id=12) è stata scelta quella relativa ad una specie, la Ballerina bianca, che utilizza, per dormire i lecci della stazione ferroviaria di Foggia e di Viale XXIV Maggio. All´imbrunire basta fare una passeggiata o soffermarsi nella piazza della stazione per vedere (e sentire) uno spettacolo affascinante con il rientro di storni, passeri e ballerine ed il contorno di predatori attratti da tanto “cibo”, come gheppi, falchi pellegrini e persino sparvieri. (Registrazione di M. Caldarella).
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