L´AGENDA DELLA NATURA - Cosa è successo a gennaio 2010 in Capitanata


 
Vado a vivere in città
Gennaio, come sempre, fa sentire i rigori del vero inverno e la natura “mediterranea” deve fare i conti con temperature basse, pioggia, neve e ghiaccio… così piante e animali cercano di difendersi come possono. Uno dei sistemi che abbiamo già notato è quello di alcune specie selvatiche che si radunano o preferiscono utilizzare i centri urbani ove trovano condizioni climatiche migliori (la temperatura all´interno delle città è di diversi gradi maggiore rispetto all´aperta campagna) e minore disturbo (assenza della caccia, etc.). Tra le specie più belle si può menzionare il cardellino. Nella foto uno degli esemplari di un gruppo di oltre 30 cardellini che utilizzano gli alberi di un giardino di Foggia come dormitorio. Per ascoltare i loro versi: http://www.centrostudinatura.it/audio/vis.asp?id=13
Attacchi aerei
Gli uccelli che utilizzano le città come sicuri dormitori, al loro rientro serale, rappresentano una fonte di cibo che attrae spesso le mire di predatori che li inseguono fin dentro i centri urbani. Anche il falco pellegrino (nelle foto una grossa femmina adulta con una preda costituita da uno storno) per catturare la loro “cena” non disdegnano di esibirsi in picchiate e attacchi anche nel centro delle città. ma forse Le scene più spettacolari però possono essere osservate all´Oasi Lago Salso dove, al rientro serale degli storni che vanno a dormire nel canneto, decine di rapaci, dai gheppi ai falchi di palude, dalle albanelle agli smerigli si alternano negli attacchi.
Pronti per il decollo
In inverno uno degli uccelli più familiari e facili da avvistare nelle paludi di Capitanata è la folaga che in gruppi numerosi si sofferma nei chiari della Laguna di Lesina o rumoreggia nei canneti dell´Oasi Lago Salso. Si tratta di una specie comune che diventa particolarmente gregaria nel periodo invernale, ma già a fine gennaio le prime “avvisaglie” riproduttive si fanno sentire e non è difficile, per chi ha la pazienza di osservarle, vedere le prime “liti” fra maschi. Tra poco infatti (a volte già a febbraio), inizierà la costruzione dei nidi da parte delle coppie più precoci. Nella foto un gruppo di folaghe durante il “rumoroso” involo in uno dei canali che costeggiano la sacca orientale della Laguna di Lesina.
Tracce
Nei boschi di querce la scarsità di cibo invernale gioca dei brutti scherzi alle volpi che, affamate, non rinunciano ad assaggiare le bacche del vischio (gialle a maturazione) cadute dai rami che, seppur “digerite” facilmente da tordele, cesene e tordi bottacci, risultano particolarmente indigeste per i mammiferi. Così, lungo i sentieri dei boschi dei Monti Dauni di tanto in tanto si incontra il rigetto delle povere volpi che se ne sono cibate (l´immagine è stata scattata in agro di Volturara Appula).
La natura non si ferma mai
Il freddo di gennaio non favorisce certamente le fioriture (che vedremo invece fra qualche mese), ma anche nei posti più freddi della nostra regione, come nei boschi delle pendici di Monte Cornacchia o in Foresta Umbra, alcune specie sono ben adattate per fiorire anche in inverno. Ecco allora l´elleboro ed il giallo piè di gallo che testimoniano come la natura non si fermi mai. Entrambe le specie sono delle ranuncolacee, l´elleboro è il primo a fiorire all´ombra dei boschi (l´immagine di elleboro è stata scattata in Foresta Umbra).
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Nello stesso periodo, ai margini dei boschi, si mostra evidente in piccoli gruppi il più piccolo piè di gallo (immagine ripresa in agro di Accadia).
Ai piedi di un dormitorio
Fra i segni di presenza degli animali, questa volta abbiamo preso in considerazione quanto accade ai piedi di un “dormitorio” (roost) di uccelli. L´immagine testimonia i “residui notturni” del dormitorio di cormorani dell´Oasi Lago Salso, dove centinaia di esemplari di questa specie (che negli ultimi anni ha avuto una notevole espansione di areale e delle popolazioni), si radunano sui filari di eucalipti “imbiancando” letteralmente con le loro deiezioni la vegetazione sottostante.
Operazione White Stork
Sempre all´Oasi Lago Salso una storia eccezionale per l´Italia è rappresentata dalla presenza “svernante” di 2 stupendi esemplari di cicogna bianca (la specie normalmente è presente in Italia da aprile a settembre), risultato della complessa operazione di ripopolamento (restocking) iniziata nel 2004 quando il Centro Studi Naturalistici diede inizio alla operazione “White Stork” con l´allevamento di esemplari giovani di origine spagnola e rilascio di esemplari destinati all´aumento della popolazione della Capitanata (nel 2009 hanno nidificato 5 coppie della specie!!!).
Hanno collaborato:
Per i testi: Matteo Caldarella e Michela Ingaramo Per le foto: Matteo Caldarella
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