L´AGENDA DELLA NATURA - Cosa è successo a marzo 2010 in Capitanata
Testi di Matteo Caldarella e Michela Ingaramo
Immagini e registrazione audio di Matteo Caldarella

 
Aria di primavera
Ormai la primavera è arrivata con i suoi colori, i suoi profumi e le trasformazioni, sempre più evidenti, che essa porta con sé. Il sole riscalda l´aria e tutto sembra in fermento, dai migratori primaverili che si alternano senza sosta nelle aree di rilevanza naturale a fiori e colori. Così i fiori del sottobosco adornano i nostri boschi, dalle faggete alla macchia mediterranea. Spesso si tratta di fiori poco appariscenti eppure ad osservarli bene sono sempre meravigliosi, dalle piccole e profumate viole mammole, al fiore giallo dell´alloro (foto scattata in agro di Peschici),
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da quello della dafne sericea (foto scattata in agro di Vieste) al simpatico ranuncolo acquatico che si affaccia sulla superficie delle acque stagnanti.
Polvere d´oro
Oltre ai fiori, tra gli alberi che formano le più estese formazioni forestali d´Italia (purtroppo spesso funestate dagli incendi), i pini d´Aleppo cospargono letteralmente il suolo di polline giallastro. Col vento si possono vedere le straordinarie “fumate” di polline dai boschi della costa garganica e, quando piove, nelle pozze d´acqua si accumula come una polvere d´oro (foto scattata in agro di Mattinata).
Primi germogli
A marzo tutto si risveglia ed i grossi semi, sotto le spoglie di ghiande coriacee dei cerri, sopravissute alla fame di cinghiali, quercini e ghiandaie, inseriscono una piccola radice nell´humus del bosco e germogliano per dare vita ad un nuovo albero.
Anfibi in attività
Al risveglio delle piante fanno eco le attività “rumorose” degli anfibi, dai rospi smeraldini ai rospi comuni (foto scattata in agro di Volturara Appula) che, in questo periodo, si accoppiano.
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Altre specie più precoci si sono invece già riprodotte, come le rare e localizzate rane dalmatine. Nella foto un ammasso delle loro uova deposte all´inizio di marzo (foto in agro di Roseto V.re).
Censimento del Capriolo italico in Foresta Umbra
Fra i mammiferi la primavera spesso accentua il carattere territoriale e in Foresta Umbra i maschi dei rari caprioli italici iniziano a “marcare” il loro territorio con caratteristici segni. Le raspate, insieme agli sfregamenti del palco sui rami e tronchi sono inequivocabili indizi della loro presenza. A questo proposito, il Centro Studi Naturalistici nella gestione dell´Osservatorio Naturalistico del Parco Nazionale del Gargano ha organizzato e realizzato, dal 25 al 28 marzo, i censimenti per aree campione col metodo della battuta per la specie con grande successo, tenuto conto che hanno partecipato ai conteggi oltre 80 persone e le aree coperte hanno superato i 600 ha di superficie forestale della Foresta Umbra.
Insolite nidificazioni
Le gazze approfittano di vari substrati per costruire il nido. In questo caso hanno scelto perfino un canneto (foto in agro di Sannicandro G.co), e questo è il primo caso conosciuto per questa specie.
Parate nuziali
Nelle paludi canti e versi si alternano a spettacolari parate come quelle messe in atto proprio dalla seconda metà del mese dagli stupendi svassi maggiori (foto presso l´Oasi Lago Salso, in agro di Manfredonia).
Audionatura
Per la sezione natura questo mese la registrazione riguarda il concerto degli uccelli nella Foresta Umbra (http://www.centrostudinatura.it/audio/vis.asp?id=15). A marzo il canto del merlo, liquido e gorgheggiante, si mescola a tanti altri; ascoltando attentamente si possono infatti riconoscere in sottofondo anche il pettirosso e la cinciarella (registrazione effettuata in Foresta Umbra, agro di Vico del Gargano).
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